di Marco Baroncini
Corriere del Veneto, 11 novembre 2020
La pietra tombale sulla possibilità di allargare il Tribunale nell'ex Casa circondariale in via Verdi. Qualsiasi sia il futuro del Tribunale, sicuramente non si amplierà sfruttando l'ex Casa circondariale di via Verdi. A mettere l'ultimo chiodo sulla bara del progetto che voleva usare la struttura penitenziaria dismessa nel 2016 per ingrandire la Cittadella della Giustizia è il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che ha pubblicato un bando di gara da 11,2 milioni di euro per ristrutturare il complesso. Lo scopo è di convertirlo in un carcere minorile, che sostituirà quello regionale ora a Treviso, ma in chiusura.
La maggior parte delle spese riguarderà il restauro e la manutenzione degli edifici, che assorbirà 6,3 milioni di euro. I restanti 4,9 milioni sono invece destinati al rinnovo degli impianti tecnologici, con un milione per quelli di condizionamento e oltre tre per quelli elettrici, telefonici e televisivi. Il bando di gara, che scadrà il 18 novembre, spiega in breve le ragioni del trasferimento, sottolineando come il carcere minorile di Treviso fosse da eliminare essendo "l'unico del nostro Paese ancora inserito in una struttura penitenziaria per adulti".
A Rovigo sono previsti spazi per una decina o una dozzina di minori, mentre mancano ancora i dettagli su quella che sarà l'effettiva interna. Nessuna speranza quindi per un ripensamento sugli edifici di via Verdi che, fino ad oggi, hanno ospitato il Tribunale e l'annesso ex carcere. Costruiti tra il 1871 e il 1873, Tribunale ed ex carcere tra fine Anni Cinquanta e il 1966 vennero ristrutturati. Il pomeriggio del 3 gennaio 1982 il carcere fu assaltato da una formazione terroristica, costola di Prima Linea, per liberare le detenute politiche Susanna Ronconi, Marina Premoli, Federica Meroni e Loredana Biancamano. Il pensionato 64enne Angelo Furlan, che stava passeggiando lungo via Mazzini, fu ucciso dall'esplosione di una A112 imbottita di tritolo lasciata sotto il muro di cinta del carcere per aprirvi una breccia.
I riflettori sulle mura di cinta si riaccendono quando diventa evidente la necessità di allargare l'antistante Palazzo di Giustizia per ospitare le aule e gli archivi sotto un unico tetto. Una notizia che dà il via a un puzzle di ricollocamenti dal centro storico. celle e postazioni e possibili spostamenti, senza però che un progetto definitivo prenda mai forma. Intanto è sempre rimasta sospesa l'idea di sfruttare l'ex carcere per ingrandire la sede attuale del Tribunale, ipotesi caldamente sostenuta dall'ordine degli avvocati di Rovigo e dai commercianti del centro storico, preoccupati che l'addio Palazzo di Giustizia possa danneggiare gli affari.
Il bando di gara per la ristrutturazione fa definitivamente tramontare questa possibilità, riaccendendo di conseguenza il toto-spazi per stabilire dove dovrà traslocare il Tribunale. Altre le ipotesi sul tavolo, tra cui altre due emerse dall'assemblea degli avvocati del novembre 2019: uno stabile ex novo in piazzale di Vittorio con 100 parcheggi o il recupero in via Donatoni dell'ex Questura e dell'ex caserma dei vigili del fuoco con 150 parcheggi. Bocciata invece l'idea dell'ex ospedale "Maddalena" per i troppi vincoli urbanistici e per i pochi parcheggi realizzabili nell'area.
La situazione lascia l'amaro in bocca al neonato "Comitato per il tribunale in centro città" il cui portavoce, l'avvocato Lorenzo Pavanello, commenta così: "La politica doveva muoversi almeno un anno fa, se non oltre. Purtroppo la partita è persa, dispiace sottolineare come le giunte Bergamin e Gaffeo abbiano di fatto soprasseduto alla questione. Il comitato comunque continua la sua battaglia per mantenere in centro storico a Rovigo il Palazzo di Giustizia".










