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di Elisa Barion

La Voce di Rovigo, 7 luglio 2026

“Il popolo di Vannacci protesta per i corsi di percussioni? Incontri questi ragazzi”. Lunedì, l’Istituto penitenziario per minori di via Mazzini ha ricevuto l’ispezione a sorpresa di Ilaria Cucchi, senatrice e, prima ancora, cittadina che ha portato sulle proprie spalle tutto il peso della lotta contro l’ingiustizia e contro la violenza da parte di “uomini dello Stato”. Al termine della visita, la senatrice si è fermata per qualche istante fuori dalla struttura che oggi conta 22 detenuti in gran parte minorenni e ha fatto il punto insieme a Serena Gregnanin segretaria di Sinistra italiana: “Mi aspettavo una situazione molto diversa da quella che ho trovato - ha commentato Cucchi - Mi aspettavo di trovare una situazione critica. Invece ho scoperto che, come in ogni altro Ipm, vi sono detenuti dei ragazzi che sono semplicemente più sfortunati dei nostri figli, perché nati in contesti difficili e che pagano a costi diversi le politiche scellerate di questo governo.

Basti pensare al decreto Caivano, che mai investe in formazione o prevenzione ma punta sulle azioni punitive. La mia particolare opinione è che gli Ipm non dovrebbero esistere e che siano lo specchio del fallimento dello Stato perché uno Stato che non riesce a garantire a tutti, specie ai più giovani, le stesse opportunità è uno Stato fallito. Qui, in questa struttura non ci vengono i figli di papà perché quelli hanno i soldi per pagarsi un avvocato.

Vengono rinchiusi i ragazzini sfortunati. Invece, il compito dello Stato è garantire a tutti le stesse possibilità dei coetanei. Qui i ragazzi sono delusi dallo Stato che non solo li ha abbandonati ma che non fornisce loro una prospettiva di futuro e di crescita”. Delusione che, secondo Cucchi, affligge “molto spesso anche gli operatori che provano una frustrazione simile a chi è detenuto perché lo Stato non fornisce loro strumenti adeguati”.

Altro discorso sono le proteste dei residenti e dei cittadini. Ma in questo caso, le parole di Cucchi si sono fatte molto più pungenti: “Il problema dei residenti è che questi ragazzi fanno confusione? L’altra sera facevano un corso di percussioni. O il problema è che affacciandosi dall’attico non trovano sia bello vedere questi ragazzini? Per questo inviterei il popolo di Vannacci, invece di fare le manifestazioni davanti all’ingresso, di entrare nella struttura per vederli questi ragazzini, perché potrebbero essere anche figli loro. Nella vita succede di commettere un errore, ma non per questo deve essere preclusa la possibilità di cambiare strada. Il decreto sicurezza impedisce ai detenuti di manifestare. Cosa devono fare? Stare buoni e zitti senza dare fastidio? La struttura è gestita bene, e io di realtà brutte ne ho viste tante. Questa è ben gestita e, anzi, complimenti alla direttrice e al personale”.