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di Roberta Merlin

Corriere del Veneto, 22 febbraio 2025

La città si prepara ad accogliere i primi dieci detenuti nel nuovo Istituto penale per i minorenni, struttura che segna l’avvio dell’attività operativa dopo anni di lavori e attese. Il carcere, realizzato negli spazi dell’ex casa circondariale di via Verdi, nasce per sostituire l’attuale istituto minorile di Treviso, ritenuto ormai datato e spesso criticato per problemi di sovraffollamento e criticità logistiche. Il trasferimento dei giovani detenuti trevigiani verso Rovigo era già programmato nelle settimane successive all’inaugurazione ufficiale, svoltasi lo scorso 8 gennaio alla presenza di autorità nazionali e regionali.

La nuova struttura, che potrà ospitare fino a 31 minori e ragazzi fino a 25 anni, si sviluppa su circa 7mila metri quadrati con 3mila metri quadri di aree esterne, comprendendo spazi verdi, palestra, campi sportivi, laboratori creativi e ambienti dedicati alla formazione e alla riabilitazione. Il progetto prevede anche una pianta organica di 47 agenti di polizia penitenziaria, oltre a professionalità educative e amministrative, con l’obiettivo di coniugare la custodia con percorsi di recupero e reinserimento sociale.

L’iter per la realizzazione del nuovo istituto penitenziario è iniziato alla fine del 2020, con l’aggiudicazione dell’appalto e l’avvio dei lavori nel gennaio 2022. Il bando iniziale era di circa 11,2 milioni di euro, e l’importo contrattuale finale si è attestato intorno agli 8,6 milioni di euro, con un finanziamento aggiuntivo di circa 3,5 milioni dal Ministero per coprire l’aumento dei costi dei materiali sostenuti nel corso del cantiere.

Il trasferimento dei detenuti da Treviso non sarà immediato: la vecchia struttura dovrà gradualmente cessare l’attività mano a mano che i detenuti e il personale verranno, entro l’anno, trasferiti a Rovigo. “Questo istituto - ha ricordato la sindaca Valeria Cittadin - nasce per fare rispettate le regole, ma anche per offrire ai giovani che hanno commesso reati prima dei 18 anni un percorso che li aiuti a comprendere l’errore, assumendosi la responsabilità e a non ripeterlo”.

L’apertura del carcere minorile rappresenta un passo cruciale nel sistema penitenziario del Nord Est. Per anni l’istituto di Treviso è stato considerato inadeguato, con continui appelli da parte di magistrati, associazioni e parlamentari sulla necessità di avere spazi adeguati per i giovani sottoposti a provvedimenti restrittivi. Con la nuova struttura rodigina si punta a un modello che non sia solo detentivo, ma che offra opportunità di studio, lavoro e reinserimento.