La Voce di Rovigo, 24 maggio 2026
Fip Veneto porta la speranza del basket nell’istituto penitenziario minorile. Lo sport come bussola per il futuro, come strumento di inclusione e, soprattutto, come opportunità di riscatto. Ha preso il via nei giorni scorsi un innovativo progetto sportivo e sociale nato dalla collaborazione tra il Comitato regionale Fip Veneto e l’Istituto Penale per i Minorenni di Rovigo, la struttura intitolata ad Antonio Vivaldi e inaugurata lo scorso 8 gennaio 2026. L’iniziativa si articola su una serie di appuntamenti mirati: i tecnici della federazione varcheranno le porte dell’istituto rodigino per guidare i giovani ospiti in sessioni di allenamento e gare. L’obiettivo va ben oltre il semplice esercizio fisico, puntando sui valori umani e formativi intrinseci alla pallacanestro. Un’attivazione immediata nel segno dell’educazione. L’input è partito direttamente dalla struttura carceraria, trovando terreno fertile nei vertici della Federazione Italiana Pallacanestro.
“Quando il Delegato di Rovigo, Roberto Altafin, mi ha informato che il carcere minorile di Rovigo aveva chiesto il nostro supporto per organizzare alcuni incontri sportivi dedicati ai ragazzi detenuti, non abbiamo esitato un istante”, spiega il presidente di Fip Veneto, Fabio Crivellaro. “Ci siamo subito attivati per strutturare e preparare un’attività atipica rispetto ai nostri consueti canali, ma sicuramente dal profondo valore educativo e sociale”.
In campo anche i campioni: lo staff del progetto. Il progetto si avvarrà infatti della presenza dei due Referenti Tecnici Territoriali di Fip Veneto, Giulia Pegoraro e Valerio Salvato, ma non solo: all’iniziativa ha aderito anche un campione del calibro di Denis Marconato, ex atleta della Nazionale, medaglia d’argento alle Olimpiadi e oggi uno dei consiglieri di Fip Veneto. Un gioco di squadra che il presidente Crivellaro ha voluto sottolineare con gratitudine: “Desidero ringraziare i nostri due RTT, Giulia Pegoraro e Valerio Salvato, insieme al consigliere Denis Marconato, per la sensibilità dimostrata e per la disponibilità con cui hanno accolto un’iniziativa tutt’altro che scontata. Siamo felici di poter far conoscere il nostro meraviglioso sport a questi ragazzi, con la speranza che la pallacanestro possa essere uno strumento educativo capace di creare relazioni e nuove prospettive”.
Un impegno, d’altronde, che affonda le radici nei principi fondanti della federazione: “Articolo 1 del nostro Statuto - ricorda Crivellaro - La Federazione ha lo scopo di promuovere, regolare e sviluppare lo sport della pallacanestro in Italia”, senza alcun riferimento a distinzione di genere o condizione sociale. Dietro le quinte: la genesi dell’iniziativa e l’impatto umano. Il percorso che ha portato alla nascita del progetto sul territorio rodigino è stato ricostruito con emozione da Roberto Altafin, Delegato Fip di Rovigo, che ha ricordato le tappe istituzionali e il forte coinvolgimento personale: “Fin dalla prima riunione che abbiamo fatto tra federazioni del territorio, invitati dal delegato Coni Lucio Taschin con il responsabile attività dell’istituto carcerario, il dott. Eliseo Secli, mi son sentito qualcosa dentro, e già pensavo come poter essere utile ai ragazzi. Al termine della riunione ho contattato il presidente regionale Fabio Crivellaro per condividere l’opportunità e l’idea per trasformare in realtà queste idee. Il presidente si è dimostrato subito entusiasta ed insieme abbiamo sviluppato il progetto, tra l’attività da svolgere e lo staff da coinvolgere”.
“L’approvazione finale è arrivata dopo un successivo tavolo tecnico: ‘Siamo tornati in istituto per esporre il progetto alla direttrice e i suoi collaboratori e devo dire che è stato un momento molto emozionante a livello umano’, conclude Altafin. ‘È stata un’esperienza fantastica a livello personale e di federazione: abbiamo dato tanto ai ragazzi, ma anche di più abbiamo ricevuto come ritorno a livello umano. Per me è stata una vittoria dello sport ed integrazione, che sicuramente vogliamo riproporre. Ringrazio la direttrice dell’istituto per averci dato questa possibilità’.











