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Corriere del Veneto, 11 settembre 2026

Laboratorio con i detenuti, due opere. “Alcuni di loro hanno talento”. Dall’orto all’arte urbana, proseguono le iniziative a favore dei detenuti del carcere minorile “Vivaldi” inaugurato lo scorso gennaio in via Mazzini, nel centro storico cittadino. Dopo l’”orto etico” promosso dai giovani imprenditori di Confagricoltura Rovigo, che hanno insegnato ai giovani detenuti a coltivare angurie e meloni nel carcere, si è concluso anche il progetto “Racconti di comunità” condotto dall’associazione “Art Flood” attraverso il festival “Deltarte”, grazie al progetto “Horizon” di Caritas di Adria e Rovigo. Il percorso ha previsto cinque incontri pomeridiani della durata di due ore ciascuno, durante i quali i minorenni ristretti della struttura hanno partecipato a un laboratorio di “street art” coordinato dalla curatrice Melania Ruggini e da Lisa Bettini e Monica Varliero. I partecipanti hanno realizzato due opere pittoriche su pannelli ispirate all’arte urbana.

Le opere rappresentano, attraverso la tecnica del “doodle” - l’atto di scarabocchiare senza un intento preciso - e l’uso dello “slang” giovanile, due writer che, con le bombolette spray, colorano la propria città e la trasformano in un posto più accogliente e inclusivo. Ogni partecipante, spiega Ruggini, “ha personalizzato il soggetto principale con simboli legati alla propria cultura e alla propria esperienza personale. Questi elementi sono diventati anche espressione della propria idea di comunità e di appartenenza, emersa dal confronto tra storie, identità e background culturali diversi all’interno del gruppo”. L’ultimo incontro è stato dedicato alla condivisione e alla visione di una selezione di fotografie dei murales realizzati negli anni dal festival “Deltarte” in diversi edifici pubblici del territorio, tra cui scuole, palestre e biblioteche di vari comuni

Durante il confronto, spiega ancora la curatrice Ruggini, “si è parlato anche della possibilità di realizzare vere e proprie opere murali all’interno del “Vivaldi” e nelle sue pertinenze, per dare una nuova identità e creare un ponte con la comunità rodigina. La proposta è stata accolta con molto interesse: i partecipanti si sono dimostrati propositivi e motivati a proseguire il percorso intrapreso. E alcuni di loro sono piuttosto dotati per il disegno e la pittura”.