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confagricoltura.it, 9 settembre 2026

Meloni e angurie coltivati da giovani detenuti con il supporto tecnico dei Giovani di Confagricoltura. Nasce così l’“Orto Etico”, il progetto di agricoltura sociale promosso da ANGA Rovigo all’interno dell’Istituto Penale per i Minorenni della città, oggi indicato da Confagricoltura come possibile modello da replicare in altri territori. L’iniziativa è stata avviata nella primavera scorsa grazie all’impegno dei soci di ANGA Rovigo, che hanno deciso di mettere a disposizione dei giovani detenuti competenze professionali ed esperienza nel settore agricolo. Fondamentale la collaborazione con la direttrice dell’IPM, Roberta Ghidelli, e con l’Istituto di Istruzione Superiore “Viola Marchesini”, che comprende l’Istituto agrario “Munerati”.

Su un’area di circa 100 mq, a giugno sono iniziati i lavori di preparazione del terreno e la successiva piantumazione di meloni e angurie. Le 24 piantine, fornite gratuitamente dall’azienda sementiera Rijk Zwaan, sono state curate ogni giorno dai ragazzi coinvolti nel progetto, affiancati dai tecnici e dai collaboratori dell’istituto agrario. Si tratta del secondo progetto di orto sociale realizzato in Veneto grazie alla collaborazione tra un istituto penitenziario, ANGA e una scuola agraria.

“Non presentiamo semplicemente un orto - spiega Enrico Toso, presidente dei Giovani di Confagricoltura Rovigo - bensì un’idea di agricoltura che vuole essere protagonista anche dal punto di vista sociale, e un’idea di sindacato che non vuole soltanto chiedere, ma anche proporre e costruire. Crediamo che l’Orto Etico debba diventare un esempio da seguire e, perché no, da replicare anche in altri territori”, ha concluso, ringraziando per il sostegno il presidente di Confagricoltura Rovigo Lauro Ballani e il direttore Massimo Chiarelli.

Determinante anche il lavoro coordinato dal vicepresidente Filippo Grillanda: “Abbiamo seguito passo dopo passo la preparazione del terreno e la piantumazione, lavorando fianco a fianco con i ragazzi. Era importante trasmettere loro non solo delle competenze tecniche, ma anche il senso di responsabilità che la cura di un campo richiede”. Un’esperienza che, aggiunge, conferma come “l’agricoltura possa essere anche uno strumento educativo, di formazione e di inclusione. Siamo riusciti a offrire ai ragazzi un impegno quotidiano e la possibilità di apprendere tecniche agricole che, in futuro, potrebbero rivelarsi utili”. Sono intervenute all’evento anche l’assessore alle Politiche sociali del comune di Rovigo, Dominga Milan, e la dirigente della Questura di Rovigo divisione anticrimine Maria Cristina Finamore. Forte dei risultati raggiunti, l’Orto Etico non si ferma: nei prossimi mesi proseguirà con la coltivazione del radicchio, a conferma della volontà di ANGA Rovigo, dell’IPM di Rovigo e dell’Istituto “Viola Marchesini” di consolidare nel tempo questa collaborazione, ponendo le basi per estendere l’esperienza anche ad altre realtà penitenziarie del Paese, visto che un’esperienza simile è stata realizzata solamente a Cagliari.