di Nicola Astolfi
Il Gazzettino, 23 giugno 2019
La sede sarà riferita al locale Centro provinciale per l'istruzione degli adulti (Cpia) e avrà un proprio organico distinto: ha già, invece, il proprio codice meccanografico, vale a dire il codice che identifica univocamente le scuole e gli istituti dislocati sul territorio nazionale.
L'attivazione segue alla sperimentazione che il Cpia di Rovigo ha avviato nella Casa circondariale per il completamento del primo ciclo di istruzione (le ex scuole medie). Il 2018-19 è stato il secondo anno di sperimentazione del percorso di istruzione in carcere.La scuola in carcere è un elemento fondamentale per le persone detenute nel percorso di riabilitazione verso il reinserimento in società.
E il Cpia, in collaborazione con la Casa circondariale, svolgeva già corsi di alfabetizzazione di lingua italiana e di inglese. Il corso per il completamento del primo ciclo di istruzione è stato attivato secondo le caratteristiche della nuova popolazione carceraria, e in base alle necessità che il personale educativo della Casa circondariale ha raccolto tra le persone detenute, che nel nuovo carcere restano per periodi più lunghi rispetto a quanto avveniva nella struttura di via Verdi. I tempi di detenzione della popolazione nel nuovo carcere, così, sono uno dei fattori che hanno portato il Cpia ad attivare nuove misure per rispondere alle specificità dell'utenza, ulteriori a quelle già realizzate in passato.
Oltre al personale con sede a Rovigo, il Cpia potrà contare per l'organico della scuola in carcere su un docente della classe di concorso A022 Lettere (Italiano, storia, geografia). Rovigo così, anche dal punto di vista dell'istituzionalizzazione della scuola carceraria, si allinea ai percorsi di istruzione offerti negli altri istituti di pena in Veneto.
Lo scorso 11 aprile Regione, Ufficio scolastico regionale del Miur, Provveditorato regionale dell'Amministrazione penitenziaria per il Triveneto e Ufficio inter-distrettuale di esecuzione penale esterna del Dipartimento Giustizia minorile e di comunità, avevano firmato un protocollo di intesa per dare una cornice istituzionale alle numerose esperienze avviate negli istituti penitenziari del Veneto dai Centri provinciali per l'educazione degli adulti. L'intesa ha condiviso l'obiettivo di assicurare a tutti i detenuti, adulti e minori, la possibilità di accedere a un percorso scolastico o formativo, e di conseguire un diploma.
Grazie alla collaborazione tra Cpia di Rovigo, Casa circondariale e organismi di formazione professionale, si punta inoltre a compiere ulteriori passi verso l'obiettivo di fornire conoscenze e competenze che possano dare, una volta terminata l'esperienza della detenzione, gli strumenti per riprendere la vita fuori dal carcere.
"Insieme al primo ciclo di istruzione e ai percorsi di alfabetizzazione e apprendimento di lingua italiana, con la Casa circondariale è stato programmato di approntare un'aula con pc per svolgere corsi di informatica - spiega la dirigente scolastica del Centro provinciale per l'istruzione degli adulti Paola Malengo. Continueranno i corsi di inglese già attivati e in funzione delle esigenze e dei bisogni didattici che emergono dai sondaggi svolti dal personale educativo della casa circondariale tra le persone detenute, potranno esserci anche interventi dal punto di vista della professionalizzazione". Ad esempio, sta per partire in co-progettazione con l'Enaip un corso di panificazione.










