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di Antonio Andreotti

Corriere del Veneto, 30 dicembre 2025

L’assessore Aretusini rassicura. Per 31 detenuti almeno 50 guardie. “L’arrivo del carcere minorile all’ex Casa circondariale in via Verdi ha consentito di evitare la creazione di un nuovo “vuoto urbano” in pieno centro storico e darà, comunque, una spinta all’indotto cittadino. Da parte nostra, come amministrazione comunale, ci impegneremo per fare in modo che i timori, a livello di sicurezza, espressi da parte di alcuni residenti in zona trovino una pronta risposta in termini di controllo e di prevenzione”. Così l’assessore rodigino alla Sicurezza, Michele Aretusini, saluta l’ormai imminente arrivo del carcere minorile all’ex Casa circondariale in via Verdi, in funzione dal 1933 e dismessa nel 2016, con inaugurazione fissata per l’8 gennaio prossimo. Intanto inizia a filtrare qualcosa su come sarà la struttura riqualificata. L’istituto penitenziario minorile del Triveneto, che prende il posto di quello ora a Treviso e che sarà chiuso, disporrà di 31 posti per i detenuti. La loro età, minori (14-18) e giovani adulti (19-25) dipenderà dalle scelte della Magistratura di sorveglianza.

Dentro il carcere minorile troveranno lavoro una cinquantina di agenti penitenziari, affiancati da professionisti pedagogici ed educatori. L’area sarà poco meno di 7.000 metri quadrati ed avrà spazi verdi, per lo sport e per le attività educative. Ancora non si sa quando arriveranno i primi ospiti nella struttura anche perché il cantiere è tecnicamente ancora aperto, ad esempio, per le strutture sportive interne. Già individuati quattro funzionari pedagogici e un funzionario contabile, indetta la procedura per la selezione di un comandante e di un direttore.

Il cantiere, iniziato a gennaio 2022 per un costo di 8,6 milioni di euro, a novembre 2023 ha avuto bisogno di un’iniezione di ulteriori 3,5 milioni di euro di finanziamento. I soldi sono arrivati dal ministero delle Infrastrutture e Trasporti guidato da Matteo Salvini e sono serviti a coprire gli aumentati costi per il materiale edile.

L’iter del carcere minorile del Triveneto è partito a novembre 2020 quando il ministero per le Infrastrutture, con decreto, ha chiuso ogni discussione sul futuro dell’ex Casa circondariale di Rovigo indicendo l’appalto. Ad aggiudicarselo, negli ultimissimi giorni del 2020, è stata l’associazione temporanea di imprese (Ati) “Nidaco costruzioni Srl-ici impresa costruzioni industriali Spa”. L’Ati, che ha sede nel comune molisano di Venafro (Isernia), ha vinto l’appalto offrendo un ribasso del 21,050 per cento per un importo finale di 8 milioni e 615.276 euro. Il bando di gara era da 11,2 milioni di euro. A spingere il ministero di Grazia e Giustizia a chiudere la struttura di Treviso sono state questioni quali il sovraffollamento di detenuti e il suo essere vecchia e inidonea, con spazi insufficienti per attività educative e ricreative.