di Antonio Andreotti
Corriere del Veneto, 13 marzo 2026
Disponibili ad attività con i ragazzi nello sport, musica, musica, teatro e arti. Cresce a vista d’occhio l’”esercito” di volontari pronti a prestare servizio nel nuovo carcere minorile in via Verdi che, da fine febbraio, ha iniziato ad ospitare i primi cinque detenuti. Tra i temi più gettonati per realizzare progetti a favore dei giovani ospiti lo sport, la musica e l’espressività artistica. L’altra sera al Seminario diocesano “San Pio X” nel capoluogo un primo incontro di formazione e confronto dedicato alle associazioni di volontariato interessate a sviluppare attività per i minori ospiti del nuovo Istituto penale per i minorenni (Ipm). Quasi un centinaio i volontari e i cittadini che hanno risposto alla chiamata della Diocesi di Adria-Rovigo e del Centro servizi volontariato (Csv) di Padova e Rovigo.
Ospite dell’incontro anche Roberta Ghirardelli, direttrice dell’Ipm, la quale ha illustrato la filosofia che guiderà l’istituto. “Sarà uno “spazio di opportunità”, un laboratorio sperimentale di buone pratiche reso possibile anche dalla disponibilità di spazi fisici adeguati: aule scolastiche, ambienti per attività creative, spazi comuni interni ed esterni che potranno essere allestiti grazie anche alla generosità di donatori privati” ha spiegato Ghirardelli.
Dal punto di vista operativo, dal dibattito dell’altra sera è emersa l’esigenza di offrire ai giovani detenuti esperienze quali lo sport, la musica, il teatro, le arti. Tanto che i partecipanti si sono suddivisi in gruppi tematici (sport, musica ed espressività artistica), per avviare un processo strutturato di coordinamento tra le realtà solidali che se ne occupano. L’insieme delle proposte raccolte verrà presentato alla direzione dell’ipm per avviare il percorso. “La comunità polesana è pronta ad assumersi una responsabilità collettiva” sottolinea la presidente del Csv Marinella Mantovani, per la quale “rieducare non dev’essere il compito di un edificio o di un’istituzione, ma della comunità intera. Ecco perché sarà importante dare a questi giovani anche strumenti per comprendere le relazioni e il rispetto di sé stessi e degli altri attraverso attività e iniziative delle associazioni”. Intitolato al musicista veneziano Antonio Vivaldi, l’Ipm di Rovigo nasce dall’ex carcere maschile per adulti del capoluogo, accanto al Tribunale. Ci sarà posto per 31 detenuti e 50 agenti di polizia penitenziaria, oltre a un direttore e dieci figure tra professionisti del settore pedagogico, impiegati e funzionari amministrativi.











