rovigo.news, 27 febbraio 2025
Martedì 25 febbraio scorso, presso la Sala della Gran Guardia di Rovigo, il Circolo di Rovigo ed il Centro culturale “Giacomo Sichirollo”, con il Patrocinio del Comune di Rovigo-Assessorato ai Servizi sociali ed in collaborazione con l’Associazione Vivirovigo Aps, hanno promosso la presentazione del libro della prof.ssa Vera Negri Zamagni, Docente di Storia Economica all’Università di Bologna, “La Cooperativa sociale Giotto - Una normalità eccezionale” (Edizioni Il Mulino), davanti ad un pubblico numeroso ed attento. Con la docente erano presenti anche Nicola Boscoletto, socio fondatore della Cooperativa Giotto di Padova e Giovanni Maria Pavarin, già Magistrato di sorveglianza del Tribunale di Padova, presentati dal Presidente del Circolo di Rovigo Paolo Avezzù ed introdotti dal Presidente del Centro Sichirollo Angelo Stefani.
La prof.ssa Zamagni ha parlato della storia della Cooperativa Giotto, una cooperativa sociale che si è posta sin da subito l’obiettivo di dare lavoro a persone svantaggiate, fino al lavoro in carcere. Si sono posti come impresa e sono riusciti a fare rete, coinvolgendo nel modo giusto tanti imprenditori che hanno creduto in loro. Chi lavora per la Giotto deve essere giustamente remunerato ed il lavoro in carcere ha una valenza sociale: per chi lavora la recidiva passa dal 90% al 10% e questo è un beneficio per tutta la comunità.
Nicola Boscoletto ha affermato che la esperienza della Cooperativa Giotto sembra eccezionale perché la normalità spesso non c’è più. Ha poi pronunciato tre parole chiave nella loro storia. La prima è insieme, perché concepirsi insieme dà più forza nel lavoro e nel rapporto con gli altri. La seconda è credere in qualcosa, altrimenti finisci per essere succube del potere dominante. La terza parola è provvidenza, perché nulla capita per caso e quello che facciamo lo facciamo innanzitutto per noi stessi.
Il Giudice Giovanni Maria Pavarin ha voluto dare una testimonianza del suo rapporto con gli esponenti della Cooperativa Giotto: “quando li ho incontrati ho capito subito che di loro potevo fidarmi”. Ho apprezzato in loro la capacità di investire sulle persone, su tutte, anche su quelle che avevano sbagliato nella loro vita, come pure la disponibilità ad intraprendere relazioni buone con tutti, anche con chi era diverso da loro. Nel rispondere alle domande dei presenti è stato ulteriormente sottolineato come la storia della Cooperativa Giotto di Padova sia una storia di riscatto e di dignità dove “abbiamo imparato a trasmettere una passione vera per l’uomo, per ogni uomo”.











