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Il Resto del Carlino, 27 luglio 2021


Sopralluogo della consigliera regionale Cestari nella struttura penitenziaria: "Ci sono 190 detenuti a fronte di 300 posti". Poco più di 190 detenuti a fronte di una potenziale capienza di 300. Una situazione certamente controcorrente quella del carcere cittadino. Qui ieri mattina si è svolto il sopralluogo della consigliera regionale Laura Cestari.

La consigliera regionale di Liga Veneta per Salvini Premier ha fatto tappa alla struttura in via Vittorio Bachelet ieri mattina dopo aver già illustrato nel corso della settimana scorsa in aula a Palazzo Ferro Fini, sede della Regione, la relazione sull'attività 2017-2020 del garante regionale per i diritti alla persona. Cestari è stata ricevuta dal direttore Tazio Bianchi, dal comandante Sara Milani e dal capo dell'area educativa Monica Motta.

La consigliera ha potuto toccare con mano la situazione dell'istituto polesano che, numeri alla mano, rappresenta un'eccezione nel panorama carcerario regionale ed italiano. A fronte infatti di una capienza regolamentare di 208 unità e una tollerabile di 306, i detenuti presenti ad oggi sono 'solo' 193, 90 dei quali in regime di cosiddetta alta sicurezza (81 italiani e 9 stranieri) e 103 in media sicurezza (32 italiani e 71 stranieri), con 112 ingressi dal primo gennaio scorso (59 da altri istituti) e 128 uscite (15 da altri istituti).

La delegazione, nel breve tour, ha potuto visionare tutti gli ambienti della struttura. A loro si è unito anche il garante provinciale Guido Pietropoli. Soddisfazione al termine del sopralluogo da parte della Cestari che ha così commentato: "Rovigo rappresenta una situazione assai positiva sia a livello regionale che nazionale, non essendo al momento interessata dal problema cronico del sovraffollamento che pure nel Veneto fa registrare un totale di 2287 detenuti su una capienza regolamentare di 1908 posti.

Al di là dei numeri, il ruolo delle istituzioni, quindi anche la Regione e del garante che essa esprime (si è insediato Mario Caramel in sostituzione di Mirella Gallinaro) resta quello di organi vigilanti. La pandemia ha riportato al centro del dibattito la questione della detenzione e il delicato equilibrio che esiste tra certezza della pena, rieducazione e dignità della condizione carceraria".