di Antonio Andreotti
Corriere del Veneto, 14 aprile 2026
Sangermano: “Nessun tentativo di evasione, solo insubordinazione”. Tensione in consiglio. Sono stati trasferiti fuori regione, a Bologna o a Milano, i cinque detenuti del carcere minorile che sabato sera hanno animato una violenta protesta. Due moldavi, un ucraino, un bulgaro e un italiano tra 18 e 24 anni, trasferiti a fine febbraio dal carcere di Treviso, dopo aver rotto vetri e suppellettili, avrebbero cercato di fuggire scavalcando il muro di cinta della struttura, che conta 20 detenuti su un massimo di 31 e 37 poliziotti invece dei 47 in pianta organica. L’istituto mii norile di Rovigo funziona da meno di due mesi, dopo la riqualificazione che lo aveva presentato come carcere modello e pilota in Italia.
I cinque detenuti dopo il loro arrivo hanno cominciato a studiarne spazi, orari e turni della polizia penitenziaria, accorgendosi che nel weekend gli agenti sono di meno. E così sabato sono entrati in azione, rifiutando di rientrare nelle celle e poi urlando, infrangendo i vetri delle finestre con sgabelli, distruggendo arredi e tentando la fuga su via Mure, dove il muro di cinta è più basso. Ma è partito l’allarme e alle 23 sono stati bloccati da polizia, carabinieri e vigili.
Sull’accaduto interviene Antonio Sangermano, capo del Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità al ministero della Giustizia: “Non c’è stata alcuna rivolta presso l’ipm di Rovigo, ma solo l’ostinata volontà di cinque ragazzi neo maggiorenni di non fare rientro in sezione. La polizia penitenziaria, con il costante coordinamento del direttore Roberta Ghidelli, del comandante Maria Grazia Grasso e del sottoscritto ha ristabilito l’ordine in modo pacifico, senza l’uso della forza. ragazzi hanno accettato di rientrare nelle loro celle senza alcuna colluttazione, nessuno è rimasto ferito. Una rivolta ha connotazioni del tutto diverse, mentre si è trattato di un atto di insubordinazione, senza alcun tentativo di evasione da parte di alcuno”. Ieri in consiglio comunale il sindaco Valeria Cittadin, interrogato da Valentina Noce (Lega), Andrea Borgato (Lista civica per Rovigo) e Cristina Folchini (Misto), ha spiegato: “Episodi simili impongono una riflessione sulle condizioni operative del carcere, ho chiesto più personale di sorveglianza e il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Ostellari, mi ha assicurato che a giugno arriveranno altri poliziotti. Il loro aumento è indispensabile a garantire più controllo, prevenire criticità e assicurare condizioni di lavoro adeguate agli operatori”.
Critico Ezio Conchi, consigliere di minoranza (Cambia Rovigo): “Quello che risulta più insensato è che sia stato deciso che l’istituto per minorenni dovesse sorgere dove prima si trovava il vecchio carcere di via Verdi, dismesso nel 2016. Insensato perché il vecchio carcere doveva essere ristrutturato per poter ampliare il tribunale, ora dislocato un pò qua e un pò là. Ora si scopre che il carcere minorile presenta delle criticità per la sicurezza, anche perché è in centro storico, che non possono essere risolte solo con aumento del personale”.











