di Antonio Andreotti
Corriere del Veneto, 1 marzo 2026
Il Csv: “Disponibili una quarantina di persone per progetti di aiuto e recupero a favore dei giovani detenuti”. Almeno una quarantina le persone, volontari e non, che si sono messi a disposizione per dare vita a progetti di aiuto e recupero degli ospiti, attuali e futuri, dell’istituto penitenziario per minori (Ipm) in via Verdi. Struttura che, da una settimana, ha iniziato a ospitare i primi cinque detenuti. Come spiega Niccolò Gennaro, direttore del Centro servizi volontariato (Csv) di Padova e Rovigo, “al momento abbiamo ricevuto una quarantina di segnalazioni di persone, non solo volontari di associazioni, disponibili per aiutare a dar vita ai progetti per i detenuti del carcere minorile”. Continua Gennaro: “Per i progetti veri e propri stiamo attendendo che l’istituto entri a regime, lo scopo è quello di renderli il più possibile aderenti alle necessità dei ragazzi”.
Conclude Gennaro: “Il Csv di Padova e Rovigo ha aperto un tavolo di lavoro coi colleghi del Csv di Belluno e Treviso, dov’era in precedenza il carcere minorile, per un confronto costante sulle progettualità e sulle pratiche da mettere in campo”. Invece l’ormai ex Ipm, sovraffollato, di Treviso sarà destinato agli adulti “semi liberi”. Intitolato ad Antonio Vivaldi, l’ipm di Rovigo nasce dall’ex carcere maschile per adulti del capoluogo, accanto al Tribunale. Ci sarà posto per 31 detenuti e 50 agenti di polizia penitenziaria, oltre ad un direttore e dieci figure tra professionisti del settore pedagogico, impiegati e funzionari amministrativi. L’edificio si sviluppa su settemila metri quadrati di cui tremila scoperti con aree verdi, palestra e campi sportivi. Spazi per lo sport e i laboratori creativi sono stati realizzati all’interno.
I lavori (affidati nel 2020) per il nuovo Ipm sarebbero dovuti terminare a metà 2023 per un importo iniziale di quasi nove milioni di euro. Il conto finale quando saranno conteggiati anche gli arredi, spiegano le strutture penitenziarie. Il cantiere è iniziato a gennaio 2022 ed a novembre 2023 ha avuto bisogno di un’iniezione di ulteriori 3,5 milioni di finanziamento. I soldi sono arrivati dal ministero delle Infrastrutture e Trasporti guidato da Matteo Salvini e sono serviti a coprire gli aumentati costi per il materiale edile.
L’iter del carcere minorile del Triveneto a Rovigo è partito a novembre 2020 quando il ministero per le Infrastrutture, con decreto, ha chiuso ogni discussione sul futuro dell’ex Casa circondariale rodigina indicendo la gara d’appalto. Ad aggiudicarselo, negli ultimissimi giorni del 2020, l’associazione temporanea d’imprese (Ati) “Nidaco costruzioni Srl-ici impresa costruzioni industriali Spa. L’ati, con sede nel comune molisano di Venafro (Isernia), ha vinto l’appalto offrendo un ribasso del 21,050 per cento per un importo finale di 8 milioni e 615.276 euro. Il bando di gara era da 11,2 milioni di euro. A spingere il ministero di Grazia e Giustizia a chiudere la struttura di Treviso questioni quali il sovraffollamento di detenuti e il suo essere vecchia e inidonea, con spazi insufficienti per attività educative e ricreative.











