sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Rosalba Castelletti

La Stampa, 31 marzo 2023

Evan Gershkovich, 31 anni, statunitense di origine russa, corrispondente del Wall Street Journal, stava preparando un reportage dagli Urali. Il Cremlino: “Colto in flagrante”. La Casa Bianca: “Inaccettabile”. Possibile uno scambio di prigionieri.

Da ieri il giornalista trentunenne statunitense Evan Gershkovich non ha altro orizzonte che le quattro mura di una cella di otto metri quadri a Lefortovo, la famigerata prigione moscovita a forma di “K”. Non può ricevere visite, né telefonate. Il corrispondente del quotidiano newyorchese Wall Street Journal è stato arrestato con l’accusa di “spionaggio” dall’Fsb, l’erede del Kgb che in quel carcere confinava i “nemici dello Stato” prima di spedirli nei Gulag, e ora rischia fino a 20 anni di carcere ai sensi dell’articolo 276 del codice penale russo. Soltanto per aver fatto il suo lavoro. Un caso senza precedenti dai tempi dell’Urss che mette a rischio il lavoro già bersagliato della stampa straniera e inasprisce ulteriormente le già tese relazioni tra Usa e Russia.

Chi è Gershkovich - Figlio di immigrati russi negli Stati Uniti, Gershkovich era stato corrispondente del sito web in lingua inglese Moscow Times e dell’agenzia di stampa francese Afp prima di approdare al Wall Street Journal. Era andato a Ekaterinburg per scrivere un reportage sui sentimenti locali verso la cosiddetta “operazione militare speciale” in Ucraina e in particolare verso la compagnia di mercenari Wagner.

Voleva capire perché il governatore regionale Evgenij Kujvashiov avesse risposto per le rime a uno degli ennesimi attacchi agli amministratori locali del capo di Wagner e ristoratore Evgenij Prigozhin dicendogli: “Ognuno dovrebbe fare il proprio lavoro. Tu limitati a fare polpette e bollire gli spaghetti, tocca a noi prendere decisioni sulle nostre regioni”.

Gershkovich aveva perciò preso contatto con politici ed esperti locali, la direzione del Centro Eltsin e l’azienda Sima-land che organizza azioni patriottiche. Voleva anche sondare gli umori dei dipendenti dell’industria della difesa e sperava di raccogliere qualche voce per strada davanti ai cancelli di Uralvagonzavod a Nizhnij Tagil o di Novator a Ekaterinburg. Non ha portato al termine il lavoro.

Stando alla testimonianza pubblicata da Vechernie Vedomosti di Ekaterinburg, è stato arrestato alle 20 di mercoledì sera vicino al ristorante Bukowski Grill da “poliziotti o agenti di altre forze in borghese” che lo hanno caricato a bordo di un pullmino e gli hanno “tirato sulla testa il pullover che indossava, in modo da non far vedere la sua faccia ai passanti”.

Gli appelli di colleghi e Casa Bianca - “Chissà se una spia si comporta così quando va in missione? Prende i telefoni degli addetti stampa, organizza incontri per interviste a personaggi pubblici?”, si chiede Dmitrij Koleziov, fondatore dei siti ura.ru e znak.com e direttore del portale locale itsmycity.ru, uno dei tanti colleghi che nelle ultime ore non hanno fatto altro che ribadire che “Evan è un bravo giornalista, non una spia”.

Anche il Wall Street Journal ha “smentito con forza” le accuse di spionaggio chiedendo l’immediato rilascio del suo giornalista. La Casa Bianca ha condannato “con la massima fermezza” l’arresto definendo “inaccettabile che il governo russo prenda di mira cittadini americani” e invitando tutti i connazionali a lasciare subito la Russia, mentre il segretario di Stato Usa Antony Blinken si è detto “estremamente preoccupato” e ha definito “i tentativi del Cremlino di intimidire, reprimere e punire i giornalisti e le voci della società civile”.

Le accuse della Russia - Lo stesso Gershkovich si è dichiarato non colpevole davanti alla Corte di Lefortovo che, al termine di un’udienza a porte chiuse in un caso “secretato”, ne ha disposto la detenzione cautelare almeno fino al 29 maggio in attesa del processo. Da lì, con la testa coperta dal cappuccio di un giaccone giallo, è stato fatto salire su un auto e portato in carcere. Le autorità russe però insistono. L’Fsb sostiene di avere “sventato l’attività illegale del corrispondente accreditato” accusandolo di aver raccolto “informazioni su una società del complesso militare-industriale russo che costituiscono segreto di Stato”. Un probabile riferimento alla sortita di Gershkovich a Nizhnij Tagil.

Per il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov, il reporter è stato “colto in flagrante”, mentre la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha affermato che “quello che faceva a Ekaterinburg non aveva nulla a che fare con il giornalismo”.

L’ipotesi dello scambio di prigionieri - Il sospetto di molti commentatori è che Gershkovich possa diventare un “ostaggio” per “fare pressioni” sul presidente statunitense Joe Biden in vista di un nuovo scambio di prigionieri tra Washington e Mosca. L’ultimo risale allo scorso dicembre quando la cestista Usa Brittney Griner fu rilasciata da Mosca in cambio della liberazione del trafficante d’armi Viktor But detenuto negli Stati Uniti. Secondo diversi media russi, l’arresto del reporter del Wsj seguirebbe la detenzione di due spie “illegali” in Slovenia, i coniugi Ludwig Gish e Maria Mayer fermati con passaporti argentini alla fine di gennaio.

Mosca, suggeriscono diversi media russi, aveva urgente bisogno di “merce di scambio” di alto profilo oltre all’ex marine Paul Whelan, arrestato nel 2018, che sta scontando 16 anni di carcere in Mordovia per “spionaggio” in un caso che Washington e osservatori considerano costruito ad arte. L’altra ipotesi è che lo scambio possa invece coinvolgere Sergej Cherkasov, un russo accusato di aver vissuto nel Maryland dietro falsa identità brasiliana. “Non ho alcuna informazione, non ho nulla da dire in proposito”, ha detto Peskov in merito, mentre il vice ministro degli Esteri russo Sergej Rjabkov ha affermato che la questione di un possibile scambio “non è stata ancora discusso”. Il futuro di Gershkovich si gioca tutto su quell’“ancora”.