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di Rosalba Castelletti


La Repubblica, 21 febbraio 2021

 

Due condanne in un giorno per Aleksej Navalnyj: l'oppositore russo si è visto confermare la sua condanna al carcere per un caso di frode risalente al 2014 ed è stato multato per diffamazione. Ora potrebbe essere presto trasferito in una colonia penale, eredità dell'Unione sovietica, e costretto ai lavori forzati.

Tornato in Russia il 17 gennaio dalla convalescenza in Germania in seguito all'avvelenamento da Novichok, l'avvocato 44enne era stato arrestato con l'accusa di aver violato la libertà vigilata. Un tribunale di Mosca aveva poi convertito la pena sospesa in una sentenza definitiva condannandolo a tre anni e mezzo di carcere. Tenuto conto del periodo già trascorso da Aleksej ai domiciliari, la pena era stata ridotta a due anni e otto mesi che ieri un giudice di Mosca, respingendo l'appello, ha ulteriormente limato di un mese e mezzo.

"Il nostro Paese è costruito sull'ingiustizia", ha detto Navalnyj nel suo appassionato discorso finale citando un versetto della Bibbia ("Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia, perché saranno saziati"), una frase del suo cartone preferito Rick and Morty ("Vivere vuol dire rischiare tutto. Altrimenti saresti solo un mucchio di molecole messe insieme a caso che vagano ovunque le spinga l'universo") ed Harry Potter ("Il compito del governo è convincervi che siete soli. Il nostro Voldemort nel suo palazzo vuole che mi senta tagliato fuori").

Per concludere: "Siamo un Paese molto triste, siamo in un circolo di tristezza e non riusciamo a venirne fuori. Perciò voglio cambiare slogan. Non basta che la Russia sia libera, la Russia deve essere felice". Poche ore dopo, in un processo separato, Navalnyj è stato condannato a 850 mila rubli (circa 9.500 euro) di multa per aver diffamato un veterano della Seconda Guerra mondiale che aveva difeso il referendum costituzionale pro-Putin in una clip promozionale.

Navalnyj aveva definito "traditori" le comparse nel video, senza riferirsi direttamente all'ex militare, e ha definito il processo un tentativo di screditarlo in un Paese dove la vittoria sovietica sui nazisti ha un posto centrale nella coscienza collettiva e oltraggiare un veterano è un'onta. "Perché siete tutti così tristi?", ha poi scherzato, raccontando di aver provato a fare il gelato e di aver preparato i cetrioli sottaceto nel famigerato carcere di Matrosskaja Tishina. Le due condanne arrivano dopo che la Corte europea dei diritti umani ha chiesto il rilascio dell'attivista, ma la nuova Costituzione russa ha stabilito la priorità del diritto nazionale su quello internazionale.