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Askanews, 11 marzo 2015

 

L'ex poliziotto ceceno che ha ammesso di aver partecipato all'omicidio dell'attivista dell'opposizione russa Boris Nemtsov "ha probabilmente confessato sotto tortura". Lo ha dichiarato un componente del Consiglio per i diritti umani presso il Cremlino. "Ci sono ragioni che ci inducono a credere che Zaur Dadayev abbia confessato sotto tortura", ha dichiarato Andrei Babushkin, che ha aggiunto di aver visto "numerose ferite" sul corpo del principale sospetto nell'omicidio durante una visita alla sua cella in carcere.

 

Dadayev smentisce di aver confessato delitto

 

Zaur Dadayev, uno dei cinque sospetti per l'omicidio di Boris Nemtsov, ha smentito di aver confessato il delitto: lo scrive il tabloid Moskovski Komsomolets riferendo di una visita, nel carcere Lefortovo di Mosca, a lui e ai suoi cugini Anzor e Shagid Gubashev (anche loro indagati) da parte della commissione pubblica di controllo dei diritti umani dei detenuti, di cui fa parte un giornalista del quotidiano. Anzor non ha parlato, mentre Shagid racconta che chi lo ha catturato lo ha picchiato e intimato di dichiararsi colpevole.