Il Dubbio, 20 luglio 2024
Il Wsj: “Condanna vergognosa”. La condanna del giornalista americano del Wall Street Jourrnal Ewan Gershkovic a 16 anni di prigione per spionaggio, da scontare in una colonia penale di massima sicurezza in Russia, sta indignando il mondo. I pubblici ministeri avevano chiesto una condanna a 18 anni in un caso giudiziario che Washington definisce una farsa. Il processo, che si è svolto al tribunale di Ekaterinburg a porte chiuse, era iniziato il 26 giugno.
Gershkovich, 32 anni, è stato arrestato nel marzo 2023 mentre era in viaggio per un reportage nella città di Ekaterinburg, negli Urali, con l’accusa di spionaggio per conto degli gli Stati Uniti e da allora è dietro le sbarre. È stato il primo giornalista statunitense arrestato con l’accusa di spionaggio dopo Nicholas Daniloff nel 1986, all’apice della Guerra Fredda. L’arresto di Gershkovich ha scioccato i giornalisti stranieri in Russia, anche se il Paese ha emanato leggi sempre più repressive sulla libertà di parola dopo l’invio di sue truppe in Ucraina.
L’amministratore delegato di Dow Jones ed editore del Wsj, Almar Latour, e la direttrice Emma Tucker, in una nota hanno definito “scandalosa” la condanna che “arriva dopo che Evan ha trascorso 478 giorni in prigione, detenuto ingiustamente, lontano dalla sua famiglia e dai suoi amici, impossibilitato a riferire, tutto per aver fatto il suo lavoro di giornalista”. “Continueremo a fare tutto il possibile per fare pressione per il rilascio di Evan e per sostenere la sua famiglia - prosegue il comunicato - Il giornalismo non è un crimine e non ci fermeremo finché non sarà rilasciato. Tutto questo deve finire ora”.
Molto duro anche il commentop del presidente Usa, Joe Biden: “Oggi Evan Gershkovich è stato condannato a 16 anni di reclusione in una prigione russa, pur non avendo commesso alcun reato. Piuttosto, è stato preso di mira dal governo russo perché è un giornalista e un americano. Stiamo spingendo molto per il rilascio di Evan e continueremo a farlo. Come ho detto da tempo e come ha concluso anche l’Onu, non c’è dubbio che la Russia stia detenendo Evan ingiustamente, il giornalismo non è un crimine. Continueremo a difendere con forza la libertà di stampa in Russia e nel mondo e a contrastare tutti coloro che cercano di attaccare la stampa o di colpire i giornalisti”. Biden ha ricordato poi come “fin dal primo giorno della mia amministrazione, non ho avuto altra priorità che quella di chiedere il rilascio e il ritorno in sicurezza di Evan, Paul Whelan e di tutti gli americani ingiustamente detenuti e tenuti in ostaggio all’estero”.
Anche Josep Borrell, Alto rappresentante Ue per gli Affari Esteri, su X critica la decisione del tribunale russo: “L’Unione europea condanna fermamente la condanna a 16 anni di carcere per Evan Gershkovich. La Russia usa il suo sistema legale politicizzato per punire il giornalismo. L’Ue chiede di liberare Evan e tutti gli altri prigionieri politici”.
Secondo alcuni osservatori la conclusione del processo potrebbe spianare la strada per uno scambio di prigionieri fra Mosca e Washington. Mercoledì, infatti, il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, parlando alle Nazioni unite, aveva detto che Mosca e i “servizi speciali” di Washington stavano discutendo di uno scambio che coinvolgeva Gershkovich.









