Corriere della Sera, 31 agosto 2019
Sembrava fatta. E invece no. Giovedì alcune agenzie di stampa russe hanno annunciato che il regista ucraino e premio Sacharov Oleg Sentsov, che sta scontando 20 anni di reclusione in Russia con l'accusa di terrorismo, era già stato trasferito a Mosca in vista di un possibile scambio di prigionieri che comprende anche i marinai arrestati nel corso dello scontro fra navi nello stretto di Kerch. Poi l'ufficio della presidenza ucraina, in una nota, ha smentito la scarcerazione.
"Il processo è in corso, le informazioni sul suo completamento non sono vere", ha dichiarato lo staff del presidente Volodymyr Zelensky precisando che saranno i "canali ufficiali" a comunicare la liberazione. La notizia è arrivata il giorno dopo che l'Ucraina ha rilasciato Kyrylo Vyshynsky, caporedattore dell'agenzia di stampa di Stato russa Ria Novosti, in attesa del suo processo per tradimento. A far credere che la trattativa si fosse sbloccata, il post su Facebook della deputata ucraina Anna Islamova, condiviso dal nuovo procuratore generale Ruslan Riaboshapka, che dava lo scambio come "completato".
Lo scambio di prigionieri è stato il primo argomento discusso durante la prima telefonata tra il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo ucraino Zelenskij a luglio. Circa 13mila persone sono state uccise nel conflitto ucraino con i separatisti sostenuti dalla Russia in Ucraina orientale, scoppiato poco dopo l'annessione da parte di Mosca della Crimea nel 2014. Uno scambio potrebbe essere un primo passo per allentare le tensioni tra Kiev e Mosca.










