sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Kirill Martynov

La Stampa, 5 maggio 2022

L’impegno del periodico indipendente russo per raccontare la guerra: “Così Putin ha eliminato sei nostri colleghi e spento i giornali”. La voce della Russia indipendente, Novaya Gazeta, che il Cremlino ha silenziato il 28 marzo scorso, è diventata Novaya Gazeta Europe. Grazie all’alleanza con un gruppo di giornali europei - La Stampa in Italia, la Süddeutsche Zeitung in Germania, Le Monde in Francia e Gazeta Wyborcza in Polonia, che fino al 9 maggio pubblicheranno una selezione di articoli della testata - il giornale torna a farsi sentire.

ll 24 febbraio 2022, le autorità russe hanno commesso un crimine internazionale e probabilmente la più grande stupidità della storia moderna iniziando una guerra senza senso e senza ragione contro l’Ucraina. Gli obiettivi di questa guerra sono stati delineati da Putin in modo così vago che la propaganda e i funzionari russi non riescono ancora a mettersi d’accordo tra di loro. Il risultato è stato che la Russia è diventata un Paese aggressore, ha affrontato l’opposizione della maggior parte del mondo e soldati e civili muoiono sul territorio dei cittadini ucraini. Nessuno, incluso lo stesso presidente russo, può rispondere alla domanda su cosa diavolo stia combinando. La rappresentante ufficiale del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, una volta è arrivata a dire che la causa della guerra potrebbe essere la “pretesa nazionalista” degli ucraini per una ricetta del bortsch, che “non volevano condividere con le casalinghe russe”.

Gli ucraini non ascoltano queste sciocchezze e resistono eroicamente all’aggressore. La società russa, intanto, è un cupo miscuglio di persone ingannate dalla propaganda e pronte a disumanizzare i loro vicini, e persone che cercano a tutti i costi di allontanarsi dalla realtà e condurre una “vita normale”, restando “fuori dalla politica”, complici diretti di un crimine che viene commesso da funzionari, propagandisti e militari, e anche da noi: quei russi che sanno che il loro Paese sta conducendo una guerra vergognosa con la quale non smetteremo mai di fare i conti. Ora, le persone come noi sono in minoranza nel nostro Paese, ma sappiamo per certo che siamo molti milioni. Dovrebbero essercene di più, di quelli come noi.

Il 25 febbraio, Novaya Gazeta è diventato l’unico quotidiano russo a pubblicare un numero contro la guerra - in due lingue, con il terribile titolo “La Russia sta bombardando l’Ucraina”. All’inizio di marzo, le autorità russe hanno approvato leggi che introducono la censura militare: tutti i fatti sulla guerra che contraddicono le dichiarazioni ufficiali del ministero della Difesa russo sono stati dichiarati falsi e i cittadini russi rischiano fino a 10 anni di carcere per averli diffusi. Nello spirito della cronaca orwelliana, le autorità hanno proibito di chiamare la guerra, guerra: bisognava parlare di “azioni di combattimento”, “operazione speciale”, “liberazione dell’Ucraina dai nazisti”. Chi ha fiducia nelle proprie azioni non si comporta così, non vieta ai propri cittadini di parlare e pensare.

Per molte altre settimane, i giornalisti della “Novaya” hanno combattuto la censura e hanno cercato di dire ai russi la verità sulla guerra nelle nuove condizioni: abbiamo pubblicato le storie dei rifugiati ucraini in Europa, la persecuzione degli attivisti contro la guerra nella Federazione Russa, i dettagli terribili della mobilitazione di massa forzata nei territori del Donbass. Abbiamo scritto delle conseguenze della guerra in Ucraina, nonostante l’opinione delle autorità russe. Il 28 marzo 2022, Novaya Gazeta ha ricevuto un secondo avvertimento dalla censura russa ed è stata costretta a sospendere il suo lavoro per la prima volta dal 1995: era troppo pericoloso per i nostri giornalisti e dipendenti continuare.

Il 7 aprile, il caporedattore di Novaya Gazeta, il premio Nobel per la pace Dmitry Muratov, è stato aggredito in una stazione ferroviaria di Mosca da sconosciuti - gli hanno spruzzato della vernice rossa in faccia. Gli autori sono stati identificati dai giornalisti, ma la polizia russa non ha aperto un’indagine: così le autorità russe dimostrano che chi non sostiene l’aggressione contro l’Ucraina può essere colpito senza problemi. Sei giornalisti della “Novaya” sono stati uccisi durante il primo mandato del presidente Putin.

Lo stesso giorno, il 7 aprile, abbiamo chiuso il giornale e lanciato una nuova edizione di “Novaya Gazeta Europe”, sottolineando la sua completa indipendenza dalla redazione di Mosca, giuridica e fattuale. Vogliamo scrivere la verità sulla guerra e stiamo facendo tutto il possibile per fermarla. Ecco perché abbiamo iniziato un nuovo viaggio, e vi esorto a leggerci e ad aiutarci. Ringraziamo i giornalisti de La Stampa per il loro supporto e collaborazione. Non possiamo ancora lavorare in Russia, ma Novaya Gazeta è essenzialmente l’idea di un giornale che racconta la verità anche quando è scomoda, e viene pubblicato in russo (ma non solo). Questa idea non può essere distrutta.