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di Fabrizio Dragosei


Corriere della Sera, 18 gennaio 2021

 

Al suo arrivo da Berlino gli agenti hanno chiesto all'oppositore di Putin - che poche settimane fa era stato avvelenato - di seguirlo al controllo passaporti. La moglie lo ha baciato in segno di saluto. È stato fermato poco dopo aver messo piede sul suolo russo, come i burocrati del servizio penitenziario avevano preannunciato. Aleksej Navalny, che si trovava da agosto in Germania dove i medici lo hanno salvato dall'avvelenamento al Novichok che aveva subìto in Siberia, non aveva potuto presentarsi negli ultimi mesi ai controlli di legge proprio perché ancora convalescente. Ma il fatto di non essersi precipitato a Mosca ha spinto l'autorità penitenziaria a sospendere la libertà condizionale di cui il principale oppositore russo godeva per una condanna del 2014. Ora verrà probabilmente portato davanti a un tribunale che dovrà decidere se fargli scontare per intero i tre anni e mezzo ai quali era stato condannato in un processo per truffa che anche la Corte europea dei diritti umani ha giudicato ingiusto. Non solo, perché nelle ultime settimane, quasi a volerlo convincere che non era il caso di tornare in patria, è scattata contro di lui una nuova denuncia di appropriazione indebita.

Secondo gli inquirenti (definiti "fantasiosi" dai sostenitori di Navalny), il blogger avrebbe usato per spese personali quasi quattro milioni di euro del suo fondo anticorruzione. Il paladino della battaglia contro politici e funzionari che intascano mance, tangenti e quant'altro messo alla gogna per lo stesso peccato. E per questo reato potrebbe farsi fino a dieci anni dietro le sbarre. Navalny doveva arrivare all'aeroporto di Vnukovo su un volo low cost da Berlino, seguito da alcuni giornalisti che si erano imbarcati assieme a lui

Ma all'ultimo momento l'aereo è stato fatto invece scendere in un altro scalo, quello di Sheremetyevo. A Vnukovo era stato vietato a tutti, compresi i cronisti, l'accesso "per motivi sanitari". Ma centinaia di sostenitori avevano raggiunto l'aeroporto per accogliere Navalny. Alcuni collaboratori del suo fondo anticorruzione, compresa la sua vice Lyubov Sobol, sono stati fermati fuori del terminal. Altri sono stati costretti a scendere dal treno a San Pietroburgo mentre erano diretti verso la capitale. In volo Navalny ha confermato di aver sempre avuto intenzione di tornare. "Non sono andato all'estero per mia scelta, ma perché ero stato avvelenato. Sono arrivato in Germania in un contenitore sanitario sterile perché avevano tentato di uccidermi".

Fin dall'inizio l'esponente dell'opposizione ha accusato direttamente il Cremlino dell'attentato. Poi, con la collaborazione dell'organizzazione investigativa Bellingcat ha individuato gli agenti dell'Fsb (il successore del Kgb) che lo avevano seguito in Siberia e che si erano poi recati nell'ospedale dove l'avvocato era stato curato prima del trasferimento all'estero. Negli ultimi giorni Navalny aveva telefonato a uno degli agenti del commando, tale Konstantin Kudryavtsev, spacciandosi per un alto funzionario governativo. Nella conversazione registrata, l'uomo aveva raccontato di come lui e altri specialisti erano stati inviati in Siberia per far sparire le tracce del Novichok, soprattutto dalle mutande che erano state impregnate particolarmente "attorno all'area genitale".

La telefonata è stata definita falsa dal Cremlino che ha parlato di una provocazione dei servizi segreti internazionali. L'avvelenato è in carcere e sotto processo. "Si sono offesi perché mi sono rifiutato di morire", ha commentato sarcastico. Invece, incredibilmente, fino ad ora non è stata aperta alcuna indagine sull'attentato. Questo perché il Cremlino continua a ripetere che in Russia non è stata mai trovata traccia della potente sostanza chimica con la quale già tre anni fa un altro servizio segreto, il Gru, aveva provato a eliminare in Inghilterra una spia passata al nemico, Sergej Skripal.

Negli ultimi giorni però le autorità tedesche hanno consegnato agli inquirenti russi le analisi compiute su Navalny e copia di tutti gli interrogatori svoltisi fino ad ora, come richiesto insistentemente da Mosca. E a questo punto ci si aspetta che, almeno formalmente, un qualche cosa si muova su quello che tutto il mondo ritiene un fatto gravissimo. In quanto a Navalny, la situazione per il Cremlino non è affatto facile. In cella, e magari condannato a lunghe pene detentive, l'uomo diventerà un eroe per tutti gli oppositori di Putin. Inoltre è assai probabile che l'arresto inneschi nuove sanzioni economiche contro la Russia. E un peggioramento drastico delle relazioni con la nuova amministrazione americana che si insedierà a giorni. Fatti che darebbero un altro colpo alla già traballante economia del paese.

D'altra parte, dal punto di vista del capo del Cremlino, un Navalny libero in vista delle elezioni politiche di settembre sarebbe forse ancora peggio. Putin conta di nuovo su una affermazione della sua compagine politica, Russia Unita. Ma oramai, grazie al blogger, sono sempre di più quelli che nel paese lo chiamano "il partito dei ladri e dei truffatori". Ancora oggi Navalny è popolare solo in alcune fette della popolazione, soprattutto la borghesia urbana. Putin controlla ancora buona parte dell'elettorato, tanto che un recente sondaggio indipendente ha riscontrato come il 49 per cento della popolazione ritenga tutta la vicenda dell'avvelenamento un'invenzione dello stesso blogger o dei servizi dell'Ovest. Ma le cose, grazie anche a Internet, possono cambiare in Russia, come si è visto anche dall'attenzione con la quale vengono seguite in rete queste vicende. Basti pensare che la telefonata del finto dirigente pubblico all'agente dell'Fsb Kudryavtsev è stata vista su YouTube da 23 milioni di persone.

Joe Biden, per bocca del suo consigliere per la sicurezza nazionale, chiede la scarcerazione immediata di Navalny: "Deve essere immediatamente liberato - afferma Jake Sullivan - e i responsabili del vergognoso attacco alla sua vita devono essere perseguiti". Sullivan aggiunge che "gli attacchi del Cremlino a Navalny non sono solo una violazione dei diritti umani ma anche un affronto al popolo russo che vuole che la propria voce sia ascoltata". Proteste contro la Russia anche dai vertici Ue: "Le autorità russe devono rispettare i diritti di Aleksei Navalny e rilasciarlo immediatamente", twitta l'Alto rappresentante Ue per gli Affari esteri e la sicurezza Josep Borrel. "La politicizzazione del sistema giudiziario è inaccettabile".