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di Giuseppe Agliastro

La Stampa, 10 gennaio 2023

L’avversario numero uno di Putin è stato arrestato due anni fa, non appena ha rimesso piede a Mosca da Berlino, dove era stato curato per un avvelenamento che aveva fatto temere per la sua vita. “E così i miei piani di un fantastico Capodanno sono stati rovinati”. Alexey Navalny scherza, descrive con ironia la sua vita da carcerato. Ma le storie che affida al web tramite i suoi avvocati raccontano di ripetuti soprusi nei suoi confronti, di una repressione politica che pare continuare a prenderlo di mira anche dietro le sbarre.

L’avversario numero uno di Putin dice di essere stato costretto a trascorrere il Capodanno chiuso in una cella di isolamento del penitenziario a 200 chilometri da Mosca in cui è ingiustamente detenuto per ragioni politiche. Il motivo? Essersi lavato il viso mezzora prima del previsto la mattina del 31 dicembre. Tanto - racconta l’oppositore - è bastato ai funzionari del centro detentivo IK-6 di Melekhovo per spedirlo in cella di rigore per ben 15 giorni: la massima punizione possibile.

“Il Capodanno in cella d’isolamento lo si passa come qualunque altro giorno: sveglia alle 5, luci spente alle 21. E così, per la prima volta da quando avevo sei anni, ho dormito nella notte di Capodanno”, fa sapere Navalny mescolando indignazione e sarcasmo. “In generale sono soddisfatto: la gente paga per festeggiare il nuovo anno in modo inusuale, io invece l’ho fatto gratis”, scherza ancora il dissidente dicendo che per il primo giorno del 2023 aveva messo da parte un pacchetto di patatine e del pesce in scatola.

“Rinchiuso continuamente in cella di punizione con pretesti e motivazioni assurde” - Navalny dice di aver trascorso in cella d’isolamento gran parte degli ultimi mesi: racconta infatti che non appena sconta una punizione l’amministrazione carceraria trova subito un nuovo pretesto per rispedirlo dentro, e così è già la decima volta in meno di cinque mesi che viene mandato in cella di rigore. Questi continui provvedimenti sono considerati una palese violazione dei diritti umani. Stando a quanto raccontato da lui stesso o dai suoi alleati, l’ex trascinatore delle proteste anti-Putin è stato mandato in isolamento per tre giorni perché uno dei bottoni della sua uniforme da detenuto era slacciato e ancora per 11 giorni perché non aveva addosso una giacca durante un’ispezione alle 5 del mattino. Per aver condannato la mobilitazione dei riservisti per la criminale invasione dell’Ucraina ordinata da Putin gli sono stati invece inflitti 12 giorni di cella di rigore.

La denuncia di Amnesty International - Secondo Amnesty International, l’obiettivo dell’amministrazione carceraria è quello di “spezzare lo spirito di Alexey Navalny rendendo la sua esistenza nella colonia penale insopportabile, umiliante e disumanizzante”. A settembre, l’ong per la difesa dei diritti umani riferiva di “informazioni profondamente inquietanti sul trattamento sempre più duro riservato” all’oppositore russo. “Questo - spiega Amnesty - include pene severe per presunte infrazioni e ripetuti tentativi di ostracismo da parte di altri prigionieri a cui, secondo quanto riferito, non è permesso parlare con lui o addirittura guardarlo. In grave violazione dei suoi diritti e delle stesse leggi russe, ad Alexey Navalny non sono consentiti incontri riservati con il suo avvocato”, denuncia ancora l’organizzazione sottolineando che “la salute e il benessere” dell’oppositore in carcere “sono a grave rischio, e questo equivale a un trattamento crudele, disumano o degradante”.

Secondo l’avvocato Vadim Kobzev - ripreso dalla testata online Meduza - Navalny è ora in cella di punizione con febbre e tosse. Il più noto tra gli oppositori del regime di Putin è stato arrestato due anni fa, non appena ha rimesso piede a Mosca da Berlino, dove era stato curato per un avvelenamento che aveva fatto temere per la sua vita e per il quale si sospettano i servizi segreti russi.