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rainews.it, 16 marzo 2021

 

L'oppositore di Putin si fa un selfie su Instagram e scrive: "Zero violenze ma disumanizzazione, alla Orwell" Tweet Caso Navalny, gli Usa impongono sanzioni a 7 funzionari russi Usa: Mosca dietro avvelenamento Navalny sanzioni Navalny, Mosca conferma: trasferito in una colonia penale 15 marzo 2021 L'espressione appesantita e i capelli rasati quasi a zero. Appare così Alexei Navalny in un post su Instagram attraverso il quale lancia una denuncia dalla sua detenzione, considerandola simile a quella di un campo di concentramento.

"Devo ammettere - scrive con un pizzico di ironia - che il sistema carcerario russo è riuscito a sorprendermi. Non potevo immaginare che fosse possibile organizzare un vero campo di concentramento a 100 chilometri da Mosca". L'oppositore non ha denunciato maltrattamenti e anzi, dice che tutti sono "amichevoli e cordiali".

"La routine, il quotidiano, l'osservanza letterale di regole infinite. Telecamere ovunque, tutti sono monitorati e alla minima infrazione viene fatta una denuncia". Una cosa alla "1984 di Orwell, l'educazione attraverso la disumanizzazione", dice ancora. "Ci sono anche momenti colorati nel bianco e nero della vita quotidiana. Per esempio, ho una targhetta e una foto sul petto, ed è sottolineata da una bella striscia rossa. Dopo tutto, sono incline alla fuga, ricordate? Di notte mi sveglio ogni ora per trovare un uomo accanto al mio letto.

"Sono le 2 e 30, il detenuto Navalny è al suo posto", dice. Dopo mi addormento di nuovo con il pensiero che ci sono delle persone che si ricordano di me e non mi perderanno mai. È bello, vero?". Il post di conclude con un "abbracci a tutti".