di Rosalba Castelletti
La Repubblica, 30 marzo 2021
L'oppositore politico russo sostiene di aver ricevuto sei ammonizioni per piccole infrazioni compiute nelle due settimane di detenzione in una colonia penale. Tra i comportamenti censurati aver indossato una t-shirt all'incontro con i legali ed essersi alzato dieci minuti prima della sveglia.
L'oppositore russo in carcere Aleksej Navalnyj ha scritto di aver ricevuto "sei ammonizioni in due settimane" nella colonia penale Ik-2 di Pokrov, a circa 100 chilometri da Mosca, dove sta scontando una pena detentiva di due anni e mezzo. E rischia perciò di essere rinchiuso in una cella d'isolamento.
"Nelle carceri russe, ci sono due tipi principali di sanzioni: ammonizione e posizionamento in una cella d'isolamento. E con due ammonizioni, puoi essere mandato lì. E questa cosa non è conveniente: le condizioni di detenzione sono vicine alla tortura lì", ha scritto l'attivista anti-corruzione in un messaggio pubblicato sul suo profilo Instagram, accompagnato dalla prima foto dalla prigionia. Benché non abbia accesso a Internet, Navalnyj pubblica regolarmente sui suoi profili social, ma i suoi avvocati si rifiutano di spiegare come riesca.
Nell'ultimo messaggio, l'avvocato spiega di essere stato oggetto di "venti denunce disciplinari", in particolare per essersi "alzato dal letto 10 minuti" troppo presto, aver indossato una maglietta per incontrare i suoi avvocati o essersi "rifiutato di partecipare" agli esercizi fisici mattutini obbligatori. La scorsa settimana aveva spiegato di essere svegliato "otto volte a notte" dai suoi carcerieri e aveva paragonato la privazione del sonno a "tortura" e lamentava dolori alla schiena e alla gamba destra. I suoi collaboratori, gli avvocati e la moglie Julija Navalnaja avevano espresso timori per la sua "vita e salute".
Vittima lo scorso agosto di un avvelenamento con l'agente nervino Novichok e trasferito in Germania in stato di coma, dopo cinque mesi di convalescenza, è rientrato in Russia lo scorso gennaio ed è stato arrestato subito dopo l'atterraggio. In febbraio è stato condannato a due anni e mezzo di prigione per un caso di frode del 2014 che la Corte europea dei diritti umani ha definito "politicamente motivato".











