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di Giacomo Puletti

Il Dubbio, 23 marzo 2022

Dovrà scontarli in regime di massima sicurezza. Aleksei Navalny, oppositore politico del presidente russo Vladimir Putin e attualmente in carcere, è stato giudicato colpevole nel processo a suo carico per “frode e insulti a un giudice”. Il tribunale di Lefortovo a Mosca lo ha condannato a nove anni di carcere contro i 13 chiesti dall’accusa e l’assoluzione chiesta dalla difesa. Inoltre, come riportato da Novaya Gazeta, i suoi avvocati, Olga Mikhailova e Vadim Kobzev, sono stati fermati dalla polizia e interrogati fuori dal carcere dove si è tenuta l’udienza del processo.

Navalny ha affidato al suo profilo twitter tutta l’amarezza per condanna, prima con un tweet a caldo e poi con un ragionamento più ampio. “Ebbene, come dicevano i personaggi della mia serie tv preferita “The Wire”, “Fai solo due giorni, il giorno in cui entri e il giorno in cui esci” - ha scritto pochi minuti dopo la pronuncia del verdetto Avevo anche una maglietta con questo slogan, ma le autorità carcerarie me l’hanno confiscata”.

Dapprima paragonando la propria vicenda a quella di Interstellar e immaginando di vivere in un mondo dove il tempo scorre più lento, Navalny ha poi rilanciato, aggiornando i simpatizzanti sulle attività che continuano fuori dal usare armi chimiche. Una eventualità che al momento Mosca ha seccamente smentito.

Ieri anche altre notizie non verificate hanno contribuito ad attizzare un fuoco che già divampa forte, un funzionario ucraino dell’intelligence ha affermato carcere e continueranno per tutto il periodo della sua detenzione e oltre. “I numeri non contano - ha scritto in un lungo post - gli anni di detenzione sono solo un segno sopra la mia cuccetta e né io né i miei compagni “attenderemo” soltanto”. Per poi spiegare che la sua Fondazione Anticorruzione diventerà un’organizzazione internazionale globale e che la parte in denaro del Premio Sacharov (attribuito a Navalny nel 2021 dal parlamento europeo) sarà il primo contributo a questo fondo.

“Continuavano a disturbare la mia “ultima parola” (cioè la sua difesa, ndr) interrompendo la trasmissione - ha aggiunto - È comprensibile, perché le parole hanno potere e Putin ha paura della verità, ma combattere la censura e portare la verità al popolo russo è rimasta la nostra priorità”. L’oppositore del presidente russo ha poi invitato a unirsi al canale “Politica popolare”, lanciato a inizio mese e che ha già un milione di iscritti.

“Il miglior supporto per me e per gli altri prigionieri politici non è la simpatia e le parole gentili, ma le azioni - ha concluso Qualsiasi attività contro il regime ingannevole e ladro di Putin e qualsiasi opposizione a questi criminali di guerra: nel 2013, dopo aver ascoltato il mio primo verdetto, scrissi questo e ora lo ripeto: non essere pigro. Questo rospo seduto su un tubo dell’olio non si rovescerà”, che sarebbe imminente un intervento della Bielorussia a fianco dell’esercito russo, si parla di almeno 15mila soldati pronti a fare il loro ingresso in Ucraina. Per la fonte Lukashenko ‘non comanda più’ il suo esercito che ormai sarebbe ‘gestito dalla Russia’.