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di Rosalba Castelletti

La Repubblica, 5 agosto 2022

Era stata arrestata a febbraio con l’accusa di “traffico di cannabis” perché aveva delle cartucce per vaporizzatore all’olio di cannabis. Biden: “Condanna inaccettabile”. Ora si apre la strada allo scambio di prigionieri. Tra le ipotesi, Viktor Bout, il “mercante di morte” impersonato da Nicolas Cage in “Lord of war”.

Con i suoi 2 metri e 6 centimetri di altezza, la giocatrice di basket femminile statunitense Brittney Griner sembrava troppo grande per la gabbia riservata agli imputati del tribunale di Khimki, alla periferia di Mosca. Nella sua “ultima parola”, la trentunenne ha detto alla corte con voce tremante di “non mettere fine alla sua vita”.

“Mi chiamano pedina politica, ma io spero che la politica resti fuori da quest’aula”, ha detto. Poi ha ascoltato il verdetto: 9 anni di carcere per “traffico di cannabis”. “Una condanna inaccettabile” per il presidente statunitense Joe Biden che chiede alla Russia il rilascio immediato così che Britney possa stare “con la moglie, i cari, gli amici e le compagne di squadra”. Una sentenza che è solo un altro inizio. A decidere davvero il fato della due volte campionessa olimpica e star della Women’s National Basketball Association (Wnba) saranno i negoziati sullo scambio di prigionieri tra Mosca e Washington già in corso che hanno accelerato le ultime battute del processo.

L’arresto a febbraio per possesso di cannabis - L’incubo di Griner è iniziato lo scorso 17 febbraio, pochi giorni prima l’inizio della cosiddetta “operazione militare speciale” russa in Ucraina. La cestista della Phoenix Mercury era venuta in Russia per giocare durante la “off season” statunitense, la pausa tra un campionato e l’altro, pratica comune per le giocatrici di basket della Wnba che spesso guadagnano da vivere di più all’estero che in patria, ma era stata arrestata in aeroporto dopo essere stata trovata in possesso di cartucce per vaporizzatore a base di olio di cannabis. Da lì è finita incastrata nella crisi geopolitica tra Russia e Stati Uniti accesa dall’intervento di Mosca contro Kiev.

Durante il processo Griner ha ammesso di possedere la sostanza, ma ha sostenuto averla portata in Russia per errore e negato ogni “traffico”. La piccola quantità di cannabis, ha spiegato, era solo per il suo consumo personale per alleviare il dolore da lesioni croniche, metodo di cura comune tra gli atleti di punta perché ha meno effetti collaterali rispetto ad alcuni antidolorifici. “Un errore in buona fede”, ha ribadito oggi nell’ultima parola. “I miei genitori mi hanno insegnato due cose importanti: una, assumersi la responsabilità delle proprie azioni e due, lavorare sodo per tutto ciò che si ha. Ecco perché mi sono dichiarata colpevole delle mie accuse”, ha aggiunto.

La richiesta della procura: nove anni e mezzo di carcere - Oggi doveva essere il giorno delle arringhe conclusive con il pubblico ministero russo Nikolaj Vlassenko che aveva chiesto nove anni e mezzo di carcere, quasi il massimo della pena consentita fissata a dieci anni di reclusione, oltre a una multa di un milione di rubli, circa 16mila euro al cambio attuale. Ma a sorpresa l’udienza è stata aggiornata al pomeriggio per la sentenza. Dalla pena di nove anni, ha detto la giudice Anna Sotnikova, le verranno scontati i cinque mesi già trascorsi in cella. Griner era stata portata in aula ammanettata, maglietta grigia e pantaloni, prima di essere rinchiusa nella gabbia e, prima dell’inizio dell’udienza, aveva mostrato ai giornalisti una sua foto circondata dalle compagne russe di squadra.

“Se il tribunale deciderà di condannarla, chiedo di prendere in considerazione tutte le circostanze attenuanti e di imporre una pena più lieve”, aveva detto Maria Blagovolina, partner dello studio legale Rybalkin Gortsunyan Dyakin and Partners che difende la giocatrice, paragonandola a Bolt e Schumacher. “Nello sprint c’è Usain Bolt, in Formula 1 Michael Schumacher e nel basket femminile c’è Brittney Griner”. Ora promette che ricorreranno in appello.

Le trattative sullo scambio di prigionieri - La condanna della giocatrice ora apre legalmente la strada a un possibile scambio di prigionieri di cui hanno discusso il venerdì della scorsa settimana il segretario di Stato Antony Blinken e il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov. Blinken ha detto di aver fatto pressioni sulla sua controparte affinché accettasse la “sostanziale offerta” di Washington a Mosca per ottenere il rilascio di Griner e di un altro americano detenuto in Russia, Paul Whelan, che sta scontando 16 anni di carcere per spionaggio.

Viktor Bout, il “mercante di morte” impersonato da Nicolas Cage - I media americani ipotizzano che sul piatto ci sarebbe il noto trafficante d’armi russo, Viktor Bout, soprannominato il “mercante di morte”, che ha ispirato il personaggio impersonato da Nicolas Cage nel film Lord of war: arrestato in Tailandia nel 2008, sta scontando una pena detentiva di 25 anni negli Stati Uniti.

Ma il Cremlino ha contestato le fughe di notizia e i media russi mettono in dubbio uno scambio tra Whelan e Bout perché l’accusa di spionaggio imputata allo statunitense escluderebbe lo scambio con un civile peraltro, a detta delle fonti russe di Izvestia, considerato da Mosca un “innocente incastrato dagli americani”. Griner, nota come Bg per gli appassionati di basket, non segue le trattative. Nel suo ultimo accorato appello, ha chiesto “scusa” alla sua squadra e alla sua famiglia. “Non volevo ferire nessuno”, ha detto. “L’unica cosa che voglio è tornare da loro”.