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di Franco Venturini


Corriere della Sera, 1 febbraio 2021

 

Un errore far arrestare di nuovo il dissidente, che ora non più rappresenta soltanto la giovane classe media di Mosca e di San Pietroburgo. Forse Vladimir Putin si era illuso. Forse aveva pensato che le proteste di massa di sabato 23 gennaio fossero un episodio isolato. Che Aleksej Navalny, se duramente punito, avrebbe smesso di essere per lui una spina nel fianco. E che i russi, in gran parte nazionalisti, avrebbero finito per credere alla tv di Stato che indica in Navalny un agente occidentale.

Se è così, Putin ha compiuto l'ennesimo errore. Navalny, sabato 23 e di nuovo ieri, ha smesso di essere il capo di un movimento circoscritto al quale i sondaggi di Levada attribuivano dopo il suo avvelenamento il 20 per cento di consensi e il 50 per cento di dissensi. Ha smesso di rappresentare soltanto la giovane classe media di Mosca e di San Pietroburgo. È diventato, invece, il simbolo e anche il martire, se Putin si ostinerà a farlo arrestare, di una protesta radicata in settori molto più ampi della società russa, presenti in tutti i fusi orari del Paese più grande del mondo.

Questo salto di qualità Navalny lo ha compiuto, come spesso avviene nei movimenti di protesta, cogliendo il fatidico momento giusto. In non poche delle 120 città russe dove si sono svolte manifestazioni, Navalny è poco o punto conosciuto. Ma la gente è prontissima a scendere in piazza alla prima occasione perché l'economia di provincia è gravemente in crisi, la riforma al ribasso delle pensioni non è stata perdonata a Putin, le tanto amate sovvenzioni statali diminuiscono e i prezzi salgono, la lotta al Covid-19 è male organizzata, la corruzione dei vertici viene data per scontata. Navalny, coraggioso e ben consigliato, ha percepito che questa era l'occasione per allargare la sua base.

Il dilemma ora riguarda Vladimir Putin: capirà il suo errore e vorrà evitare che Navalny diventi davvero un martire, oppure allontanerà da se ogni sospetto di debolezza che potrebbe costargli un trono ancora solido? La scelta è scontata, Putin continuerà a picchiare duro. Ma dovrà stare attento perché Biden picchierà duro anche lui nella difesa dei diritti umani in Russia. E l'Europa dovrà, volente o nolente, partecipare.