Adnkronos, 12 marzo 2015
"Ho pensato, intanto arrivo a Mosca vivo, poi dirò la verità, che non sono colpevole, in tribunale ma giudice non mi ha dato parola". Zaur Dadaev, il ceceno accusato di aver ucciso Boris Nemtsov lo scorso 27 febbraio nel centro di Mosca, denuncia di essere stato costretto a confessare durante i primi interrogatori in Inguscezia e di averlo fatto per paura, convinto di poter, una volta in tribunale, "dire la verità, che non sono colpevole".
In un colloquio con un giornalista del quotidiano Moskovsky Komsomolets al carcere di Lefortovo dove è detenuto, l'ex vice comandante del battaglione Sever del ministero degli Interni ceceno ha spiegato anche di aver confessato l'assassinio solo perché gli inquirenti che lo interrogavano avevano promesso di rilasciare l'amico ed ex suo subordinato Ruslan Yusupov (di cui fra l'altro non ci sono più notizie da allora) insieme a cui era stato arrestato.
Nemtsov: interrogatori per attivisti che hanno denunciato torture
Il Comitato investigativo russo, incaricato delle indagini sull'omicidio di Boris Nemtsov, ha annunciato che presto convocherà per interrogatori sia la giornalista del Moskovski Komsomolets, Eva Merkachiova, che Andrei Babushkin, membro del Consiglio per i diritti umani presso la presidenza russa, per le loro rivelazioni sul caso dell'oppositore politico ucciso. Sul sito del Comitato investigativo si rende noto che i due - i quali oggi hanno denunciato pubblicamente presunte torture sui detenuti ceceni, finora sospettati di coinvolgimento nel delitto - "saranno presto interrogati per chiarire i motivi che li hanno spinti a interessarsi delle circostanze della causa penale e a pubblicare materiali sui mass media". "Le loro azioni - secondo il Comitato investigativo - possono essere valutate come interferenza nell'attività degli investigatori, con l'obiettivo di ostacolare un'indagine piena e obiettiva".
Il comunicato spiega, inoltre, che la visita al carcere di Lefortovo - dove i due si sono recati ieri in visita con una delegazioni di attivisti per incontrare tre dei sospetti criminali - era stata organizzata "esclusivamente per chiarire le condizioni della detenzione" di Zaur Dadayev, l'ex poliziotto ceceno e presunto esecutore materiale. A detta di Babushkin, citato da Rbc, non vi è stata alcuna violazione della legge nelle sue dichiarazioni: "Non abbiamo interferito in nulla, abbiamo fatto visita a delle persone e abbiamo visto e raccontato quali azioni illegali sono state condotte nei loro confronti". "Sono accuse assurde e inverosimili - gli ha fatto eco la Merkachiova - che hanno lo scopo di paralizzare il lavoro dei difensori dei diritti umani, affinché non venga loro permesso di entrare in contatto con i detenuti". "In tal caso - ha concluso la giornalista - non si potrà parlare di nessuna indagine onesta".










