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di Agnese Palmucci

Avvenire, 20 ottobre 2024

Ecco i progetti delle associazioni diocesane che, nei territori, trasformano le idee in bene comune

L’Atelier è il laboratorio dell’artigiano, il luogo dell’immaginazione e della concretezza. Nel pomeriggio di ieri, i presidenti diocesani e gli assistenti unitari di Azione Cattolica hanno avuto l’opportunità di partecipare a laboratori di studio e progettazione su alcuni ambiti di impegno presenti nel Documento assembleare nazionale per il triennio 2023-2026.

Tra i progetti presentati c’è quello dell’Ac dell’arcidiocesi calabrese di Rossano-Cariati, che da oltre dieci anni coinvolge, nelle attività associative e nel cammino di fede, detenuti della Casa circondariale Corigliano-Rossano. “Dal 2013 - ha spiegato Maria Vennari, presidente diocesana - portiamo avanti incontri settimanali sui sussidi nazionali, con più diventi detenuti che si sono anche tesserati. Facciamo attività formative, proponiamo momenti di preghiera, ma anche convegni di approfondimento sulla legalità e attività ludiche”.

In più, “con i giovani, accompagniamo i detenuti nel percorso di studio universitario, e molti di loro si sono laureati”. Altra esperienza importante è il Progetto Safe, nato nel 2019, promosso da Azione Cattolica ragazzi (Acr), Comunità Papa Giovanni XXIII e Csi. “Si tratta di un progetto di formazione sulla prevenzione e il contrasto degli abusi sessuali all’infanzia - ha detto Anna Maria Bongio, responsabile nazionale Acr - nelle organizzazioni di ispirazione religiosa che operano con i minori”. L’obiettivo di Safe “è creare una cultura della prevenzione - ha aggiunto - tramite la promozione di ambienti sicuri e la formazione. Tra gli impegni c’è proprio quello, da parte delle associazioni coinvolte, di contrastare ogni forma di abuso emotivo e psicologico, anche diventando sentinelle e fornendo agli educatori gli elementi fondamentali di conoscenza dei diversi tipi di abuso e maltrattamento”.

Sono tante, in tutta Italia, le iniziative di progettazione sociale promosse dal Movimento Lavoratori di Ac (Mlac). Come il progetto di formazione al lavoro, contro lo spopolamento delle aree interne, portato avanti dal 2018 dal Mlac della diocesi campana di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti. “Con il progetto RicarICARE - afferma Giovanni Pio, segretario diocesano del movimento - insieme alla Cooperativa sociale di comunità “I Care” volevamo mostrare ai ragazzi delle superiori che i sogni si possono realizzare anche senza abbandonare il proprio territorio. Così abbiamo iniziato a fare ore di formazione nelle scuole, proponendo attività come le simulazioni di colloqui di lavoro. Ha dato molto frutto”.

Ecco poi l’iniziativa della diocesi abruzzese di Avezzano con il “Lavandeto della Fraternità”: “Abbiamo vinto nel 2022 il contest nazionale del Mlac - ha raccontato Claudia Di Biase, presidente diocesana - con un’esperienza che era nata da più di un anno, grazie all’impegno di alcune parrocchie della diocesi. Il Lavandeto è un’esperienza di fraternità intergenerazionale che ci ha permesso di riscoprire il lavoro della terra. I proventi della lavanda raccolta, su un campo che prima era incolto, hanno permesso a molti giovani fragili dell’Albania di partecipare ai campi con i nostri ragazzi”.