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di Erminio Cioffi


La Città di Salerno, 25 luglio 2020

 

"L'esiguità numerica dei detenuti che il carcere di Sala Consilina può accogliere non è in grado di rendere opportuno e conveniente l'impiego del personale e l'attivazione dei servizi necessari al funzionamento della struttura. Così il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, spegne quasi definitivamente le speranze di riapertura della casa circondariale di via Gioberti chiusa cinque anni fa con un decreto dell'allora Guardasigilli Andrea Orlando.

Ieri pomeriggio durante il Question Time alla Camera il Ministro ha risposto all'interrogazione dell'onorevole Federico Conte che aveva chiesto se il Ministero ritenesse di assumere iniziative per la riapertura della casa circondariale d alla luce delle criticità emerse dopo la chiusura denunciate anche dal Presidente della Corte di Appello di Potenza. Bonafede ha fatto capire che quasi certamente non ci sarà una riapertura, nonostante l'annullamento del provvedimento di soppressione da parte del Tar poi confermato dal Consiglio di Stato che ha imposto lo svolgimento di una conferenza dei servizi prima di decidere se emettere un nuovo provvedimento di chiusura.

"Nel caso di Sala Consilina - ha detto Buonafede - dai dati forniti dall'amministrazione penitenziaria, il rapporto tra il personale e detenuti, di circa 1 a 1, rappresentava un valore sproporzionato in contrasto con ogni principio di razionalità e buona amministrazione delle risorse, sia economiche che professionali. Viene individuato in circa 100 posti detentivi il limite minimo sotto cui la gestione di un penitenziario è antieconomica. È stata valutata l'offerta del Comune di Sala Consilina di provvedere all'adeguamento funzionale della struttura con accollo dei relativi oneri, tuttavia quand'anche fosse stata accolta la capienza dell'istituto sarebbe rimasta al di sotto del limite di sostenibilità".