salernotoday.it, 28 ottobre 2026
Il confronto metterà al centro il ruolo del volontariato come ponte tra istituzione penitenziaria e società civile. Si terrà giovedì 29 ottobre, alle ore 18:00, presso la Sala Moka (via Gramsci, Lungoirno) a Salerno, il convegno “Nelle crepe del carcere: il volontariato alla Casa circondariale di Salerno”, promosso dall’associazione civica Ottanta quattrocento. L’incontro intende accendere i riflettori su una realtà spesso lontana dallo sguardo dei cittadini: quella del carcere e delle persone che, ogni giorno, scelgono di entrarvi per offrire ascolto, sostegno e opportunità. Un’opportunità per raccontare cosa significa fare volontariato dentro la Casa circondariale di Salerno: chi sono i volontari, quali attività svolgono con i detenuti, in che modo collaborano con la direzione e con l’area trattamentale dell’istituto e quali risultati portano concretamente. Un’occasione per far conoscere ai cittadini un lavoro quotidiano che spesso resta invisibile, ma che offre ai detenuti ascolto e opportunità di reinserimento.
Ma l’appuntamento è anche un invito a farsi avanti. Il carcere ha bisogno di volontari, e le competenze richieste sono molte: medici, tecnici e progettisti, bibliotecari, personale amministrativo e figure professionali di ogni genere. L’associazione Ottantaquattrocento si rivolge in particolare alle associazioni del territorio, affinchè si organizzino e rispondano in modo concreto e positivo, e a tutti i cittadini che vogliano mettere a disposizione un po’ del proprio tempo.
I lavori saranno aperti dai saluti della presidente dell’Associazione Mariarosaria Vitiello. Interverranno poi Carlo Brunetti, direttore della Casa circondariale di Salerno, Livia Bonfrisco, Capo area Trattamentale della Casa circondariale di Salerno, Donato Salzano dell’associazione “Maurizio Provenza”, Emiliano Torre dell’associazione “Nessuno Tocchi Caino”. Le conclusioni sono affidate a Gianfranco Valiante, già consigliere regionale e sindaco. Il confronto metterà al centro il ruolo del volontariato come ponte tra istituzione penitenziaria e società civile, il valore del trattamento e del percorso rieducativo previsto dalla Costituzione, e le prospettive per rafforzare il legame tra il carcere e il territorio.









