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di Marcella Cavaliere


La Città di Salerno, 28 settembre 2019

 

La direttrice Romano chiede fondi per i lavori urgenti. Parte il progetto per i detenuti-addestratori. Ventiquattro detenuti della casa circondariale di Fuorni, con alle spalle un passato da tossicodipendenti, addestreranno cani randagi provenienti dai canili della cooperativa Dog Park di Ottaviano, Monte di Eboli e Salerno. Parte dunque il progetto promosso dalla direttrice della casa circondariale di Salerno, Rita Romano, che prevede il futuro inserimento lavorativo dei detenuti che impareranno in carcere un nuovo mestiere.

Sarà consegnato un attestato a fine corso e se l'esperienza progettuale avrà continuità, la direttrice pensa già "all'eventualità futura di costruire un canile nel carcere". Gianluigi Lancellotta, comandante del reparto polizia penitenziaria, ha spiegato come sono stati scelti i detenuti che diventeranno addestratori di cani. "Sono soggetti che hanno fatto un percorso regolare, privo di sanzioni disciplinari e meritevoli".

Sono 82 i tossicodipendenti nel carcere di Salerno e il progetto ne coinvolgerà 24. Michele Visone, presidente della cooperativa Dog Park di Ottaviano, promotrice del progetto, ha spiegato che la valenza dell'iniziativa è duplice "promuovere l'autostima e il controllo dell' impulsività dei detenuti e l'adottabilità dei cani. Ne impiegheremo 7, incluso tre randagi di riserva".

Daniela D'Angelo, professoressa della Federico II di Napoli ha ribadito che sarà monitorato il benessere dei cani, "tramite il prelievo di campioni salivari per valutare l'aumento del cortisolo e quindi il loro grado di stress, oltre a valutare l'impulsività e l'emotività degli addestratori". Per l'assessore comunale Angelo Caramanno "il recupero e l'inserimento, oltre all'addestramento in sé, sono una grande scommessa e rappresentano per i detenuti la possibilità di dare continuità all'esperienza fatta in carcere una volta concluso il periodo di reclusione".

Per quanto riguarda l'iniziativa la direttrice del penitenziario ha detto che "il progetto può servire da crescita sia per i detenuti sia per i cani e avrà valenza scientifica curata dalla facoltà di Veterinaria dell'Università di Napoli. I risultati di fatto saranno oggetto di una pubblicazione scientifica". Invece per quanto riguarda i fondi Romano ha precisato che "il progetto è stato approvato e la ditta che sarà incaricata di eseguire i lavori impiegherà anche 5 detenuti, ma sapremo quando si procederà con l'erogazione il prossimo 13 ottobre".

Sos dalle celle. Le condizioni del penitenziario non sono ottimali dal punto di vista strutturale in alcuni reparti, tant'è che Romano ha chiesto 480mila euro per eseguire i lavori più importanti, a partire dalla sezione dedicata ai tossicodipendenti.

È tornato sulle condizioni poco decorose del carcere anche il garante dei detenuti per la Regione Campania, Samuele Ciambriello: "La squadra impegnata nel progetto, incluso Asl e Sed (servizi dipendenza, ndr), sta facendo un lavoro ottimo e la direttrice Romano ha tutto il mio appoggio, ma dopo un'ispezione nel padiglione dei detenuti abbiamo notato che era allagato, c'erano problemi igienici e sanitari, non funzionano al meglio i servizi igienici, non ci sono le docce e si vedono fili appesi con il rischio che possa accadere qualcosa". A suo avviso l'amministrazione penitenziaria dovrebbe contribuire a migliorare "la vita poco decorosa dei detenuti anche nel carcere di Salerno".