di Viviana De Vita
Il Mattino, 3 settembre 2024
Sovraffollamento, carenza di personale e deficit strutturali all’interno di una struttura dove la direzione opera continui sforzi per far fronte alle emergenze quotidiane. È quanto emerso all’esito della visita di ieri presso la casa circondariale Antonio Caputo di Salerno da parte dell’onorevole Pino Bicchielli, vice presidente di Noi Moderati alla Camera dei Deputati e membro delle commissioni Difesa e Antimafia. Accompagnato dalla direttrice Gabriella Niccoli, l’onorevole ha visitato la struttura di via del Tonnazzo all’interno della quale “sono presenti - ha affermato - 520 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 350, e dove mancano ben 70 agenti di polizia penitenziaria”.
“Ci sono circa 200 detenuti in più - ha spiegato l’onorevole - ma la dottoressa Niccoli, con il suo staff e i suoi collaboratori, sta facendo un ottimo lavoro perché ci sono condizioni di vivibilità nonostante le criticità oggettive”. Ventilatori e frigoriferi per offrire refrigerio ai detenuti con le alte temperature estive e tantissimi progetti: sono tanti gli elementi positivi evidenziati dall’onorevole al termine della sua visita.
“Ho incontrato un gruppo di detenute impegnate in lavori sartoriali a favore dei bambini appartenenti a famiglie afflitte da problematiche economiche e ho potuto constatare che esistono decine di attività deputate al reinserimento lavorativo dei reclusi. A tale proposito il decreto carceri recentemente approvato alla Camera dei deputati va nella giusta direzione perché, dopo circa 15 anni, si rimette sotto i riflettori un problema che è stato accantonato per dare risposte alle tante criticità evidenziate. Abbiamo previsto l’assunzione di oltre 1000 agenti di polizia penitenziaria, la nomina di un commissario per l’edilizia carceraria e l’inserimento a pieno organico dei mediatori culturali: riteniamo, come ha detto il presidente Mattarella, che il carcere non debba mai essere un luogo in cui perdere la speranza e lo Stato deve lavorare per garantire il recupero del detenuto, come previsto dalla Costituzione”.
Di fronte ad un’emergenza nazionale come quella del sovraffollamento, il carcere dovrebbe però essere davvero l’ultima spiaggia: “Ci sono tante modalità alternative al carcere - ha affermato Bicchielli - c’è la possibilità di recuperare in tanti altri modi e va fatta questa distinzione soprattutto se siamo di fronte a persone con disturbi psichici o tossicodipendenti per i quali si sta immaginando un percorso diverso”. Un problema, quello del sovraffollamento, comune purtroppo, a quasi tutte le strutture penitenziarie del territorio. “C’è una difficoltà non solo a Salerno ma a livello nazionale perché su 51mila posti carcerari abbiamo 61mila detenuti, una popolazione carceraria notevolmente superiore a quanto previsto”.










