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di Carmen Autuori


La Città di Salerno, 4 dicembre 2019

 

Il teatro rompe le barriere del carcere. È questo il senso della rappresentazione messa in scena ieri presso la Casa Circondariale di Fuorni dalla Compagnia Teatrale della Sezione Femminile "Sto Nervosa". Il primo incontro con il pubblico è frutto del laboratorio teatrale curato dall'attrice e regista Federica Palo che è anche ideatrice, insieme a Raffaele Bruno, del progetto "Gli ultimi saranno". Progetto, quest'ultimo, che ha come scopo quello di portare nelle carceri italiane la musica, il canto, il teatro.

Ieri cinque detenute si sono confrontate col pubblico formato dai familiari, dagli ospiti delle sezioni maschili, da numerosi agenti della Polizia Penitenziaria, dal comandante Gianluigi Lancellotta e dal direttore Rita Romano.

"Per me il teatro è gioia, divertimento ma, soprattutto, libertà - dice Enza, una delle attrici - Oggi mi sono spogliata dei panni di detenuta e anche del mio cognome, perché qui siamo un cognome, e sono diventata di nuovo Enza, quella che conoscono fuori". Antonella ha invece avuto, da sempre, una grande passione per il canto: "Quando ero fuori il canto mi teneva compagnia, mi faceva dimenticare il disordine di cui era avvolta la mia esistenza. Avrei voluto studiare canto - racconta - ma la vita non me lo ha permesso. Oggi voglio cantare "Passione eterna", e la voglio cantare con passione, ma anche con un po' di... rabbia".

Il teatro è anche la trasposizione sulla scena dei propri sogni. E Cinzia ha sempre avuto un sogno: quello di indossare l'abito da sposa, emblema di femminilità. Sulla scena interpreta, dunque, una sposa alle prese con i preparativi per il suo matrimonio, ma rimane sola con una manciata di petali di rosa che getta tra il pubblico: il futuro marito l'ha abbandonata sull'altare. E poi c'è Anna che immagina di stare a casa alle prese con la cucina e con i problemi di due figli adolescenti; e Enzina che, con uno struggente monologo, rimpiange di non aver potuto prendersi cura del suo compagno di vita, così come gli aveva promesso sull'altare: era arrivato "l'uragano" carcere a sconvolgere le loro esistenze. Ad accompagnare lo spettacolo il gruppo musicale tutto al femminile le Sesèmamà che, con la loro musica di contaminazione, sono una realtà tra le più interessanti del panorama musicale partenopeo.