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di Salvatore De Napoli


La Città di Salerno, 16 agosto 2019

 

La protesta dei Radicali Italiani contro il tribunale di Sorveglianza. Nelle celle 529 persone su 366 posti. Troppo "duro" il tribunale di Sorveglianza di Salerno. A lamentarsene, ieri, alla fine della visita in carcere di una folta delegazione capeggiata da Donato Salzano dei Radicali Italiani, proprio gli esponenti pannelliani ma non solo.

"Abbiamo un problema oggettivo, quella della giurisprudenza del tribunale di Sorveglianza di Salerno, diversa da alti tribunali di Italia, dove si pensa ai diritti umani e non si è insofferenti ad applicare la sentenza Torreggiani, che prevede anche la possibilità di andare a lavoro per i detenuti - sottolinea Salzano. Notiamo che la giurisprudenza del tribunale di Sorveglianza di Salerno è completamente diversa da quella di altri tribunali, dove un permesso al lavoro lo danno. A Salerno non danno un permesso al detenuto per andare a trovare un familiare che sta morendo o per partecipare ai funerali dei genitori".

Di peso particolare è quanto affermato il magistrato in pensione Claudio Tringali, già presidente del Tribunale di Sorveglianza: "A Salerno c'è una resistenza all'applicazione alle misure alternative al carcere, una resistenza culturale evidente nei provvedimenti giudiziari. Una resistenza che personalmente ho incontrato. Evidentemente la pseudo cultura del ministro (Salvini, ndr)che parla di lasciare in carcere i detenuti aveva degli antesignani". All'uscita dal carcere, Salzano ha tenuto una conferenza stampa alla presenza dei parlamentari Gigi Casciello di Forza Italia e Federico Conte di Leu - che hanno sottolineato i disagi in cui versa il penitenziario, tale da vanificare lo stesso spirito di recupero del detenuto - di Claudio Tringali (ora presidente della Fondazione Menna), del segretario nazionale del Psi, Enzo Maraio, di Margaret Cittadino e Vinicio Colangelo del tribunale del malato, dei consiglieri comunali Ciro Russamando (medico per anni alla sanità penitenziaria) e Antonio Carbonaro, di Ernesto Natella della associazione Maurizio Provenza e Florinda Mirabile del partito radicale.

È emerso che a luglio scorso i detenuti erano 512 oggi sono 529, molti in attesa di giudizio, contro una capienza di 366 persone. Aumentati anche gli stranieri nel penitenziario: a luglio erano 40 ora sono 65, di cui 25 marocchini, 11 rumeni, cinque del Gambia e 24 di altri stati. Le maggiori criticità sono per il padiglione dei "comuni", per il quale partiranno i lavori di ristrutturazione a settembre.

Una cinquantina sono i detenuti ad alta sicurezza e 43 della sezione femminile. "Si tratta in genere di persone che vivono in una condizione disumana, fino a sette in una cella", ha sottolineato Salzano.

Pochi anche gli agenti: 243 quelli in pianta organica tarata per 366 detenuti; 42 della Polizia penitenziaria sono addetti alle traduzioni e gli effettivi sono 226, in servizio ieri ce ne erano 184. Il problema maggiore è quello sanitario, è necessario sottoscrivere un protocollo con l'Asl per organizzare visite mediche specialistiche senza che il detenuto in carcere attenda otto mesi. Fondamentale pure un approvvigionamento di farmaci di fascia C che sono a carico dell'utenza.