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di Gaetano de Stefano


La Città di Salerno, 15 gennaio 2022

 

Protestano i familiari dei detenuti: applicate la liberazione anticipata speciale. Protestano i detenuti del carcere di Salerno-Fuorni. E lo fanno attraverso la "battitura", ossia facendo "suonare" le inferriate delle celle percuotendole con utensili o qualsiasi altro attrezzo utile per produrre il tintinnio. Che diventa quasi una nenia alle 9.30 in punto, quando viene dato il là al "concerto". Fuori, a dare man forte alla protesta pacifica, ci sono i parenti dei detenuti, assieme a Donato Salzano dell'Associazione Radicale "Maurizio Provenza" che chiedono la "liberazione anticipata speciale" per "scongiurare il flagello in atto in queste ore nelle carceri con la diffusione del virus". E che il sindaco di Salerno, Enzo Napoli firmi la petizione "per una somministrazione del vaccino e la diagnostica efficace e in sicurezza in città fuori e dentro le mura del carcere" tenuto conto che il virus sta facendo danni anche all'interno del carcere di Fuorni, con 7 detenuti e 21 agenti di polizia penitenziaria positivi. Alla protesta pacifica s'aggiunge anche il garante campano dei detenuti, Samuele Ciambriello, che ascolta i familiari che denunciano anche le lungaggini burocratiche per i colloqui e la precarietà dello spazio antistante il carcere dove attendono di essere chiamati per entrare nella struttura penitenziaria.

I problemi del carcere. Ciambriello, quindi, entra nella Casa circondariale, accompagnato dalla direttrice dell'Istituto Rita Romano, dalla comandante Grazia Salerno, e s'incontra coi detenuti delle sezioni 3A e 3B e una delegazione dell'alta sicurezza e del reparto femminile. E all'uscita "svela" i principali problemi riscontrati, tra cui sovraffollamento, malasanità, ritardi della magistratura di sorveglianza, celle fatiscenti. "Sono questi i temi - evidenzia il garante dei detenuti - posti al centro sia di una lettera che mi hanno inviato i detenuti che della protesta. Nei vari reparti ho potuto riscontare queste criticità. Incredibilmente, dopo aver effettuato il tampone l'esito sia della positività che negatività al Covid-19 viene comunicato, in qualche caso, da alcuni dei loro familiari, prima che dalla stessa direzione sanitaria dell'Istituto".

Assenza di spazi sanitari. È carente, per usare un eufemismo, anche l'organizzazione sanitaria. "Nei singoli reparti - rimarca Ciambriello - non c'è uno spazio sanitario, ma un'unità centrale. Ho visto diversi detenuti malati oncologici o con patologie post operatorie, che stanno nelle celle normali insieme agli altri. Mi auguro che al più presto anche questo carcere si doti di un servizio di assistenza integrata, un reparto di infermeria perché il diritto alla salute, alla dignità del detenuto alla vita è fondamentale come la certezza della pena". Difficoltà d'accesso anche per i medici privati, "in primis dentisti - precisa Ciambriello - a cui non vengono concessi spazi e attrezzature sanitarie presenti all'interno dell'Istituto".

Sos sovraffollamento. Anche il numero dei detenuti è maggiore rispetto alla capienza dichiarata sul sito del Ministero della Giustizia. Attualmente sono nella struttura, che può contenere al massimo 390 reclusi, 471 persone, di cui 413 uomini (70 nell'alta sicurezza) 34 donne, 17 semiliberi che sono in licenza straordinaria nelle rispettive abitazioni, nonché 7 detenuti ristretti nell'articolazione psichiatra.

Le carenze d'organico. Tra i mali atavici del carcere di Fuorni c'è anche la carenza d'organico. "La struttura - spiega Ciambriello - dovrebbe avere un vice-direttore che purtroppo non c'è, un comandante, e due vice che non ci sono; c'è solo una "vice" che esercita la funzione di comandante. Mancano 34 agenti: durante i turni notturni, all'interno dell'Istituto, ne restano appena 9 per custodire l'intero istituto. La politica non potenzia il numero degli agenti, degli educatori e assistenti sociali. Tra l'altro i detenuti hanno messo in risalto proprio l'assenza delle assistenti sociali". E note dolenti arrivano anche dai procedimenti penali che, il più delle volte, sono lunghissimi. "La magistratura di sorveglianza - rivela Ciambriello - in qualche caso ha fissato le udienze dopo la scarcerazione; altri detenuti, in particolare donne, per un periodo sono usciti in permesso, beneficio previsto dalla normativa che ora però gli è stato negato".