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di Ersilia Gillio

Corriere del Mezzogiorno, 15 settembre 2026

Visita nell’istituto penitenziario in occasione della festa di San Matteo. La donna vorrebbe operarsi ma c’è incertezza sulle procedure. La casa circondariale di Salerno in piena emergenza. Tra le detenute perfino una donna di 253 chili e disabile che non dovrebbe essere in carcere. La situazione è emersa nel corso di una visita del garante campano delle persone private della libertà, Samuele Ciambriello, invitato a partecipare alla messa in onore di San Matteo, patrono del capoluogo, presieduta dall’arcivescovo di Salerno, Andrea Bellandi. Al termine della celebrazione, gli ospiti hanno visitato alcune sezioni del carcere, tra cui quella di alta sicurezza, dove sono presenti 47 detenuti.

Una visita che ha posto nuovamente i riflettori sulla condizione di vivibilità del carcere, dove risultano attualmente presenti 580 detenuti, di cui 50 donne, a fronte di circa 300 posti. Nel corso della visita, il garante ha incontrato per la seconda volta Maria (nome di fantasia). Maria pesa 253 chili ed è già riconosciuta invalida. La donna ha manifestato la propria disponibilità a sottoporsi a un intervento chirurgico, anzi chiede di poterlo fare, ma occorre capire chi debba attivare il percorso sanitario necessario. Al momento restano dubbi sugli aspetti tecnico - burocratici e in attesa di sbrogliare la matassa il tempo corre. “Resta da chiedersi, afferma Ciambriello, è proprio necessario tenerla in carcere considerando la sua condizione clinica? Alla persona che sbaglia deve essere tolto il diritto alla libertà, ma non il diritto alla dignità. E la dignità passa attraverso il diritto alla salute, allo studio, alle relazioni affettive e al lavoro”.