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di Simona Cataldo

liratv.it, 20 settembre 2026

Una delegazione di Nessuno tocchi Caino e dell’Associazione Radicale Provenza è stata ricevuta dalla presidente facente funzioni. Al centro del confronto la costituzione dei Consigli di Aiuto Sociale, ma anche la carenza di organico dell’Ufficio di Sorveglianza. Dopo la protesta, arriva il confronto con la Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Salerno. Una delegazione di Nessuno tocchi Caino e dell’Associazione Radicale Maurizio Provenza è stata ricevuta dalla presidente facente funzioni, la dottoressa Ventra. Un incontro che arriva dopo i 25 giorni di sciopero della fame a staffetta per accendere i riflettori sulle criticità della giustizia di sorveglianza e sulle difficoltà di chi, una volta fuori dal carcere, non trova una rete capace di accoglierlo.

Al centro del confronto la costituzione dei Consigli di Aiuto Sociale, ma anche la carenza di organico dell’Ufficio di Sorveglianza: mancherebbero almeno due magistrati, mentre si registra una riduzione anche del personale amministrativo e dei cancellieri. Ma c’è soprattutto il problema del “dopo carcere”. Persone che avrebbero i requisiti per misure alternative o detenzione domiciliare, ma che non possono accedervi perché prive di un domicilio idoneo.

Da qui la proposta di costruire una rete tra istituzioni, Comuni, associazioni e Terzo settore per individuare strutture e soluzioni abitative. La protesta, dunque, lascia spazio al dialogo. E sul Consiglio di Aiuto Sociale è già previsto un nuovo confronto con il sindaco di Salerno, mentre anche l’Arcivescovo ha dato disponibilità a collaborare. L’obiettivo dichiarato è trasformare le criticità denunciate in soluzioni concrete, perché il passaggio dal carcere alla libertà non si trasformi in un nuovo abbandono.