di Carmen Autuori
La Città di Salerno, 19 dicembre 2020
Pontecagnano, il progetto di housing sociale in favore dei reclusi prossimi al fine pena. A Salerno la struttura per le donne. "Restart", ripartenza, è il nome della housing sociale inaugurata lo scorso 16 dicembre nel comune di Pontecagnano Faiano e destinata all'accoglienza dei detenuti senza fissa dimora. Presenti alla cerimonia: Antonietta Scafuti e Roberto Romano della cooperativa San Paolo, don Gianfranco Pasquariello assistente spirituale dei detenuti nelle carceri di Eboli e Salerno, Gerarda Sica consigliere comunale, Giancarla Del Mese di Legambiente e Livia Bonfrisco educatrice della Casa Circondariale di Salerno.
Il progetto è destinato ai detenuti che hanno una condanna inferiore ai 18 mesi e possono beneficiare della misura di detenzione domiciliare. La struttura si erge su tre piani. Al piano terra è prevista una cucina con annessa una sala che funge da soggiorno, mentre il piano superiore ospita le camere da letto con annessi servizi igienici. Il progetto della cooperativa San Paolo è finanziato da Casse e Ammende ed è promosso dalla Regione Campania, dal Provveditore Regionale Amministrazione Penitenziaria, dal Ufficio esecuzioni penali esterne in accordo con l'ufficio del Garante dei detenuti, Samuele Ciambriello.
"In queste ultime settimane il mondo penitenziario sta pagando un alto prezzo a causa dell'emergenza sanitaria. Migliaia di contagi tra i detenuti, agenti e personale socio sanitario. In quella struttura grigia che è il carcere, ci sono i detenuti ignoti, quelli senza fissa dimora, i poveri tra i poveri. Ben vengano dunque questi progetti che tendono ad alleggerire una realtà esplosiva quale è quella del carcere", ha detto Ciambriello.
Invece, Romano, responsabile della cooperativa San Paolo, nata nel 2009 in seno alla Caritas diocesana, si è detto molto soddisfatto del progetto di "Restart". "Solo con la collaborazione si possono ottenere importanti risultati. Ringrazio Casse e Ammende, il dottor Ciambriello e il direttore del carcere Rita Romano per la grande sensibilità verso gli ultimi che la contraddistingue e per la condivisione d'intenti. Per ora saranno ospitati nella struttura di Pontecagnano 6 detenuti, mentre a breve a Matierno, frazione di Salerno, sarà inaugurata una struttura analoga, nell'ambito dello stesso progetto, che ospiterà 4 donne", spiega Roberto Romano.
A padre Pasquariello è stata affidata la benedizione della nuova struttura: "Quando saremo chiamati a miglior vita, non saremo giudicati per quante volte abbiamo adorato il Signore, bensì per quanto del nostro tempo avremo dedicato agli ultimi soprattutto in termini di ascolto, astenendoci completamente dal giudizio. Per questo ci sono i tribunali, noi dobbiamo accogliere, ed accogliere con il cuore".
E i detenuti che saranno ospitati nella struttura di Pontecagnano oltre a non avere un domicilio non hanno neppure riferimenti affettivi. Gli sforzi degli operatori penitenziari, diretti dalla direttrice Romano, in questo periodo di Covid, si sono ancor più intensificati al fine "alleggerire" la tensione interna vissuta dai detenuti e riversatasi sul personale che, a sua volta, ha subito ripercussioni in termini di malattie e quarantene, garantendo, allo stesso tempo, la sicurezza sociale. "Nonostante ciò, già da diversi mesi, gli operatori della Casa Circondariale di Salerno hanno avviato un'intensa attività di collaborazione con le otto cooperative coinvolte nel progetto e, da ieri, si può affermare di aver posta una prima ed importante pietra per costruire 'ponti' di inclusione sociale", dice la Bonfrisco.











