di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 8 ottobre 2024
In prossimità della Giornata mondiale della salute mentale, un nuovo studio dell’Unicusano rivela un’allarmante crescita dei disturbi psicologici in Italia. L’analisi, concentrandosi sulle difficoltà più diffuse e sulle carenze del sistema, sottolinea l’urgenza di interventi mirati. Secondo lo studio, negli ultimi due anni si è registrato un incremento del 6% nel numero di italiani che soffrono di disturbi psicologici. Donne e giovani: le prime vittime della crisi psicologica. L’aumento della violenza domestica e la precarietà hanno messo a dura prova la salute mentale femminile, mentre i giovani, in particolare la Generazione Z, si sentono schiacciati da ansia e depressione. Un allarme lanciato dai dati: oltre 700mila giovani italiani soffrono di disturbi mentali, e il suicidio è una realtà che non può essere ignorata. Tra i sintomi più ricorrenti, gli sbalzi d’umore si manifestano in ben il 60% dei casi, seguiti da vicino dall’insonnia, che tormenta il 59% degli individui colpiti. Non meno preoccupante è la presenza di sintomi depressivi, che si riscontra nel 58,9% dei casi, mentre le crisi di panico, seppur meno frequenti, colpiscono comunque il 38% delle persone affette da problemi di salute mentale.
Lo scenario si fa ancora più preoccupante quando si considera il diffuso ricorso ai farmaci. Nel 2023, quasi un italiano su cinque ha fatto uso di psicofarmaci per gestire i propri problemi di salute mentale. Contrariamente alla tendenza mondiale, dove i problemi personali sono la principale causa di disturbi psicologici (33%), in Italia è il lavoro a rappresentare la fonte primaria di disagio. Il 76% dei lavoratori ha manifestato almeno una volta sintomi come stanchezza, disturbi del sonno, stress, disinteresse o ansia legati all’attività lavorativa. Nonostante la gravità della situazione, persiste una discrepanza tra la percezione individuale e la realtà dei fatti. L’ 88% degli italiani valuta la propria condizione mentale come buona o media, mentre il 26% manifesta sintomi depressivi, ansia o stress in forma grave o molto grave. Un dato preoccupante è che il 44% degli italiani decide di autogestire i disturbi relativi ai malesseri mentali, mentre il 33% non richiede un consulto medico.
Lo studio mette in luce significative lacune nel sistema sanitario italiano per quanto riguarda il supporto alla salute mentale: Solo un terzo di chi soffre di disturbi mentali riceve un trattamento adeguato. Su 130mila psicologi presenti sul territorio nazionale, solo il 5% lavora in strutture pubbliche. Il bonus psicologo, introdotto dal Governo Draghi, ha rappresentato un tentativo di avvicinare i cittadini ai servizi di supporto psicologico. Tuttavia, i fondi stanziati sono stati drasticamente ridotti.











