targatocn.it, 28 maggio 2021
Il progetto è nato nella pandemia. Il gruppo di detenuti aveva iniziato a produrre mascherine con le lenzuola. Poi si è specializzato in borse in tessuto. Presenteranno la loro collezione nella mostra dell'artigianato al via. Il progetto è sostenuto dall'Associazione "Liberi dentro".
"are@51lab". Così si chiama il Laboratorio artigianale di sartoria che, quasi per caso, è nato all'interno del Carcere Rodolfo Morandi di Saluzzo. Si presenterà con una collezione di borse e sacche, pezzi unici, realizzati artigianalmente dietro le sbarre. Un anno fa la pandemia ha costretto tutti alla chiusura e, "per chi vive il carcere, la chiusura ha rappresentato l'impossibilità di incontrare i parenti e di praticare le poche attività disponibili: la scuola, la palestra, la sala hobby, il campetto - raccontano dall'Associazione Liberi dentro che ha incoraggiato il progetto - Alcuni detenuti, desiderosi di contribuire in modo attivo al controllo della diffusione del virus all'interno del carcere, si sono improvvisati creatori di mascherine, realizzate con i mezzi a disposizione: le lenzuola".
Ma poi è capitato che l'esigenza si sia trasformata in opportunità e, grazie alla collaborazione di molti tra i volontari e gli agenti penitenziari, a tutto il team carcerario, i neo-sarti, cinque in tutto, che si sono impratichiti nell'uso della macchina da cucire, hanno pensato che quelle capacità potevano produrre molto altro e hanno iniziato a cucire borse e sacche per usi quotidiani.
Le creazioni sono corredate di etichetta che attesta l'autenticità e unicità del prodotto confezionato nel laboratorio sartoriale "are@51lab "dietro le sbarre. Il progetto è stato sostenuto dall'Associazione "Liberi Dentro", presieduta Bruna Chiotti.
"Ad un anno di distanza siamo fieri di presentare le creazioni ideate e realizzate dai cinque provetti "sarti-cucitori di storie" che, con fatica e determinazione, hanno voluto superare i limiti delle loro capacità iniziali e produrre qualcosa di bello per arricchire sia il carcere che il territorio". Nell'edizione al via di "Start" sul filo conduttore di Re-Start, la ripartenza diventa sinonimo di rinascita, per i detenuti e per le stoffe utilizzate per creare solo "pezzi unici". Le borse di are@51lab saranno esposte in Start/Artigianato presso Casa Cavassa e, nei giorni 2, 5 e 6 giugno, presso l'ex convento delle Orsoline, in via San Giovanni. Per informazioni:











