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di Barbara Morra


La Stampa, 22 aprile 2020

 

Ma per ora solo un terzo di detenuti, agenti e personale amministrativo è stato sottoposto a tampone. Sono iniziati domenica i test su eventuali positività al Covid-19 nel carcere di Saluzzo. La verifica è stata chiesta con urgenza dall'Amministrazione penitenziaria dopo che, alla fine della scorsa settimana, due detenuti sono risultati affetti dal virus.

"Al momento sono stati eseguiti duecento tamponi, un terzo delle persone presenti nella struttura, calcolando detenuti, agenti di polizia penitenziaria e personale amministrativo - conferma Paolo Allemano, garante del carcere, medico ed ex sindaco di Saluzz-. Entro la metà di questa settimana saranno completati e occorrerà attendere gli esiti. Quanto tempo ci vorrà? Difficile dirlo dal momento che l'ufficio d'igiene provinciale dà la precedenza ai casi ospedalieri". Le persone che hanno contratto il virus nella casa di reclusione fino a venerdì erano due.

"I casi sono saliti a tre - dichiara la direttrice Giuseppina Piscioneri. Stiamo seguendo tutti i protocolli e da tempo tutti all'interno della struttura utilizzano i dispositivi di protezione individuale. Ora attendiamo gli esiti dei tamponi". Piscioneri conferma che le persone affette da Covid-19 all'interno della Casa di reclusione manifestano sintomi lievi "tanto che - aggiunge - ci siamo stupiti che risultassero positivi".

"Sono isolati dagli altri nel reparto infermeria - conferma Allemano - ci auguriamo che i test diano un basso numero di contagi in modo da poterli gestire all'interno di questi spazi altrimenti si dovranno prendere in considerazione trasferimenti". Su quest'ultima possibilità la direttrice dice: "Sarà difficile perché questo è un carcere di massima sicurezza".

Uno degli ammalati è tra i detenuti trasferiti dal carcere di Bologna una ventina di giorni fa, un altro è un interno già recluso da tempo nella casa circondariale. Non si hanno notizie sul terzo ma anche per lui è confermata la sintomatologia lieve.

"Il detenuto che è arrivato dall'Emilia era stato messo come gli altri in quarantena - aveva osservato Alemanno - ma i sintomi e la presenza del virus si sono manifestati comunque". All'arrivo dei detenuti da Bologna c'erano state proteste: era stata vista come una contraddizione, a fronte del blocco dei colloqui con i parenti. La Fp- Cgil ha inviato un comunicato sollecitando l'amministrazione penitenziaria a effettuare "con urgenza esami e test clinici su tutti i presenti nella struttura".