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di Giulia Scatolero


La Stampa, 12 febbraio 2020

 

Aperte le prenotazioni per il nuovo spettacolo che Voci Erranti ha allestito con i reclusi del Morandi di Saluzzo. "Ulisse. Una storia sbagliata". È il titolo della nuova pièce che Voci Erranti organizza insieme ai detenuti del carcere di Saluzzo offrendo l'opportunità al pubblico esterno di entrare nel teatro della casa di reclusione. Le prenotazioni si sono aperte nelle scorse ore e si chiuderanno il 23 febbraio: lo spettacolo andrà in scena il 6, 7 e 8 marzo, alle 15 e alle 17. Per partecipare occorre scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefonare al 3801758323. Il biglietto costa 10 euro, 8 per gli studenti, 5 per gli under14.

È il 18º spettacolo saluzzese di Voci Erranti, nata nel 2000 all'interno dell'ex ospedale psichiatrico di Racconigi dopo l'esperienza di un laboratorio teatrale con un gruppo di malati ed infermieri psichiatrici. Dal 2002, al Morandi, organizza il laboratorio teatrale. "Siamo partiti con il desiderio di dare voce alle persone che vivono ai margini e con loro narrare e celebrare, fare memoria - spiega Grazia Isoardi, direttore artistico di Voci Erranti. Ulisse è l'eroe che più di ogni altro ci è vicino, contemporaneo, perché è imperfetto, non si sottrae all'avventura e si contraddice continuamente, non è mai sazio di scoprire e superare i propri limiti".

Il gruppo di detenuti ha già rivisitato il mito insieme a Isoardi, autrice del testo, Marco Mucaria, alla regia, e Simona Gallo, alle luci. Il risultato è la rappresentazione di una storia al contrario che semina dubbi e mette in risalto le fragilità umane.

"Si sono identificati nei compagni di Ulisse immaginando di invertire la storia perché sono loro a ritornare a casa e non l'eroe - specifica Mucaria. È una storia sbagliata così come sono state le loro vite caratterizzate dal forte desiderio di oltrepassare il limite di essere uomini invincibili, eroi improvvisati, padri inaffidabili, figli ingrati, compagni infedeli".

Uno spettacolo speciale perché inserito all'interno del progetto nazionale "Per aspera ad astra", portato in Granda grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo. "Mamma" dell'iniziativa tutta italiana è la compagnia teatrale della Fortezza di Volterra, tra le storiche realtà nate in una casa di reclusione: era l'88 quando il regista Armando Punzo la fondò. Accanto alla compagnia toscana l'Acri, associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa di cui la Crc fa parte.

Cuore del progetto stimolare la condivisione di esperienze e buone pratiche per "fare il punto", cogliere eventuali opportunità di sviluppo e insegnare un lavoro. "Siamo stati scelti dalla Fondazione Crc per un'esperienza che riteniamo sarà importantissima per la nostra associazione, ma anche per tutto il "mondo" carcere - spiega Isoardi. L'obiettivo è insegnare una metodologia per l'apprendimento dell'arte teatrale nelle case di reclusione".

Primo risultato, la messa in scena, con "Ulisse", di uno spettacolo in più rispetto alla tradizionale unica pièce annuale. Secondo aspetto positivo avere un'occasione per imparare e formare. "Saranno coinvolti 30 detenuti - prosegue Isoardi: 20 reciteranno sul palco, 5 impareranno il mestiere di tecnico dell'audio e delle luci altrettanti quello di tecnico della scenografia".

Tutti detenuti di alta sicurezza, vista la recente trasformazione dell'istituto a carcere esclusivamente dedicato ad internati appartenenti alla criminalità organizzata. "Faranno formazione attraverso corsi e workshop anche gli operatori che operano nel Morando a partire da noi di Voci Erranti" conclude il direttore artistico.