di Marina Lomunno
La Voce e il Tempo, 5 febbraio 2021
In un momento in cui la Pandemia preoccupa l'Amministrazione carceraria - i contagiati dietro le sbarre non diminuiscono e si attende che la campagna vaccinale dia priorità anche ai reclusi - non si fermano, sebbene con difficoltà, le attività formative nei penitenziari.
Va in questa direzione l'accordo firmato martedì 26 gennaio scorso tra Università di Torino, penitenziario di Saluzzo e Ufficio locale Esecuzione penale esterna di Cuneo per l'avvio del progetto di Polo universitario distaccato da quello del carcere "Lorusso e Cutugno" di Torino, il primo in Italia nato nel 1998, con il sostegno della Compagnia di San Paolo.
Hanno firmato il documento, Stefano Geuna, rettore dell'Università di Torino e Giuseppina Piscioneri, direttrice della Casa di Reclusione "Rodolfo Morando" di Saluzzo che da due anni accoglie reclusi maschi in regime di Alta sicurezza, attualmente 375. Come ha evidenziato Franco Prina, docente di Sociologia della Devianza nell'Ateneo torinese, delegato del Rettore per il Polo Universitario per studenti detenuti a Torino e presidente della Conferenza nazionale delegati Poli Universitari penitenziari, "la convenzione intende favorire il diritto e l'accesso agli studi universitari dei detenuti ospitati nel carcere di Saluzzo, garantendo le migliori opportunità di svolgimento dei percorsi di studio anche potenziando la didattica a distanza con l'Ateneo e il Polo subalpino, assicurando condizioni di detenzione che li favoriscano e integrando i percorsi in un programma individualizzato di trattamento finalizzato alla funzione rieducativa della pena come prevede l'articolo 27 della nostra Costituzione".
Al momento i ristretti iscritti al Polo di Saluzzo sono 14 (Giurisprudenza, Comunicazione Itc e Scienze politiche). All'inizio del 2020 erano 31 gli Atenei che, sull'esempio di Torino, sono presenti in vario modo in 82 carceri italiane per un totale di 920 detenuti immatricolati di cui 38 donne. "Nonostante un anno molto faticoso, si è conclusa la lunga e articolata fase di inserimento dei nuovi studenti detenuti per l'Anno Accademico 2020-2021 che ha consentito di inserire nel Progetto ben 20 matricole", ha proseguito Prina durante la presentazione a cui hanno preso parte anche Bruno Mellano, garante dei detenuti del Piemonte e Domenico Arena, direttore dell'Ufficio Esecuzione penale esterna Piemonte-Liguria-Valle d'Aosta, "la situazione si presenta complessa: per la crescita di studenti in carico al 'progetto Polo', arrivati al numero, mai raggiunto in precedenza, di 60 studenti (di cui 11 stranieri), per la loro articolazione di afferenza a 11 corsi di laurea e per le varie collocazioni: 21 studenti nella 'sezione Polo' di Torino e 39 in altre sezioni, altre carceri o altre condizioni".
Tra i nodi da sciogliere, la possibilità di accedere allo studio alle donne recluse - al momento a Torino solo 4 in sintonia con il dato nazionale sia perché la popolazione carceraria femminile è molto inferiore a quella maschile sia perché le sezioni universitarie per ora sono riservate solo agli uomini. L'auspicio - ha sottolineato il Garante dei detenuti regionale Bruno Mellano - è che l'apertura del Polo di Saluzzo incentivi l'iscrizione di altri reclusi agli studi universitari e "spinga l'amministrazione carceraria al potenziamento degli spazi dedicati allo studio in carcere oltre che delle reti digitali pur in un contesto chiuso dove la garanzia della sicurezza è fondamentale".











