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di Ilaria Dioguardi

vita.it, 12 marzo 2026

Nell’istituto penitenziario “Rodolfo Morandi” di Saluzzo, in provincia di Cuneo, è stata cancellata l’iniziativa “Adotta uno scrittore”. Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria non ha concesso il nullaosta ad un incontro tra studenti del liceo “Soleri-Bertoni” e studenti ristretti, che si svolgeva da 15 anni. Paolo Allemano, Garante cittadino delle persone private della libertà personale dei detenuti: “Le persone detenute si preparano, fanno un percorso e poi non viene loro permesso di restituire quello che hanno fatto: per loro è mortificante”. Nella casa di reclusione di Saluzzo, in provincia di Cuneo, si sarebbe dovuto svolgere un laboratorio organizzato da 15 anni, che fa parte del circuito di appuntamenti del Salone del Libro.

L’iniziativa “Adotta uno scrittore” prevedeva, nei giorni 9 e 10 marzo, due percorsi di lettura separati, uno per gli studenti del liceo artistico “Soleri-Bertoni” e un altro per le persone detenute del “Rodolfo Morandi”, che poi si sarebbero dovuti unire con l’incontro finale in carcere, con la giornalista e scrittrice Francesca Mannocchi.

“Ci è stata notificata la mancata autorizzazione del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria-Dap allo svolgimento di questa attività, è stato ritenuto inopportuno l’ingresso di studenti in un carcere di alta sicurezza”. In una lettera inviata ad Ernesto Napolillo, direttore della Direzione generale dei detenuti e del trattamento, così scrivono il garante per i diritti delle persone private della libertà personale dei detenuti di Saluzzo Paolo Allemano, la dirigente dell’istituto “Soleri-Bertoni” Alessandra Tugnoli, l’associazione “Liberi dentro” e la cooperativa sociale “Voci erranti”.

La centralizzazione delle decisioni - Le difficoltà per la concessione degli ingressi per i ragazzi nella casa di reclusione sono iniziate in seguito alla circolare del 21 ottobre 2025 del Dap, che ha stabilito che “l’autorizzazione per gli eventi di carattere educativo, culturale e ricreativo da svolgersi presso gli istituti ricomprendenti circuiti di alta sicurezza debba ora essere sempre richiesta alla Direzione generale, anche quando gli eventi siano rivolti ai soli detenuti del circuito di media sicurezza”.

“Prima di questa circolare la direzione del carcere aveva facoltà di vagliare e di concedere le autorizzazioni. Adesso, con la centralizzazione delle decisioni, il Dap può vietare ingressi degli esterni, non viene data una motivazione. La ragione che sottende questo comportamento è la disposizione di evitare che gli istituti ad alta sicurezza, quali il carcere di Saluzzo, vengano frequentati da persone che vengono da fuori”, dice il garante Paolo Allemano. “Si teme probabilmente una “contaminazione” o si ritiene non opportuno questo contatto tra studenti esterni e ristretti”.

Per i detenuti è “penalizzante e mortificante” - Con 354 persone detenute e 420 posti disponibili (dei quali otto non disponibili), la casa di reclusione di Saluzzo non è sovraffollata. “Non c’è sovraffollamento perché non è una casa circondariale, che si riempie per reati da vagliare, sono presenti tutte persone “lungodegenti”, con pene definite: ergastoli o pene ventennali. Ciò fa sì che il carcere abbia una popolazione stabile. E proprio questo ci ha consentito di investire in modo fruttuoso sulla formazione e sul teatro, proprio perché sono persone che lì ci vivono e, quindi, devono farsi un progetto di vita”, continua Allemano. “Le attività in carcere si alimentano del contatto con gli esterni. Come fai a produrre un laboratorio teatrale e poi a non trasformarlo in una occasione di comunicazione con il pubblico esterno? Come fai a non far incontrare studenti esterni e interni che fanno lo stesso percorso formativo? Le persone detenute si preparano, fanno un percorso e poi non viene loro permesso di poter restituire quello che hanno fatto: per loro è molto penalizzante e mortificante”.

Altri appuntamenti cancellati - “Adotta uno scrittore” non è l’unico incontro che è stato vietato. Altri appuntamenti sono stati negati di recente sia a Saluzzo sia, ad esempio, ad Asti, dove è stato annullato uno spettacolo teatrale in carcere con liceali e universitari. Fabio Cavalli, fondatore del Teatro libero di Rebibbia di Roma, che dal 2005 ha visto la partecipazione di 100mila persone esterne agli spettacoli, ci fa sapere che “per i detenuti di alta sicurezza è tutto sospeso, si fanno solo prove e laboratori interni” (l’avevamo intervistato qui).

“La tendenza è quella di chiudere ogni forma di collaborazione tra detenuti e mondo esterno”, spiega Allemano. “Lo scorso Natale era già stato negato agli studenti del “Soleri-Bertoni” di entrare per uno scambio culturale tra i ragazzi iscritti al liceo, esterni, e gli studenti interni, le persone detenute iscritte allo stesso istituto che studiano nella casa di reclusione”.

La volontaria: “Non c’è rispetto dei tempi, delle persone e delle aspettative” - “Per fare festa, il coro della scuola si sarebbe dovuto incontrare con un gruppo della popolazione carceraria che sta dando vita ad un coro carcerario”, aggiunge Rossella Scotta, volontaria “Liberi dentro”, insegnante in pensione che è stata per quasi 10 anni referente della sezione carceraria del liceo artistico “Soleri Bertoni”. “Doveva esserci un incontro tra un gruppo di lettura esterno e un gruppo di lettura interno il 10 marzo, quattro giorni prima è arrivata la notizia che non è stata autorizzato”. Il Dap aveva corretto il tiro della circolare del 21 ottobre 2025 con un’altra ordinanza emessa il 1° dicembre 2025 (VITA ne scrisse al link qui sotto), nella quale affermava che l’amministrazione deve rispondere alla richiesta “al massimo entro due giorni lavorativi”. Ma Scotta afferma che “non c’è rispetto dei tempi, come non c’è rispetto per le persone che si organizzano e per le aspettative che ci sono”.

Un divieto frustrante e gravissimo, anche per gli studenti del liceo - “Il divieto di poter partecipare a questi incontri è frustrante, è gravissimo. Non solo per i detenuti perché ha un valore di rieducazione, di reinserimento, ma anche per i ragazzi esterni, che tutte le volte che entrano in carcere conoscono una realtà per loro completamente nuova, e abbattono il pregiudizio. Questi ragazzi si stupiscono della preparazione delle persone detenute, delle domande che vengono fatte agli scrittori o che si fanno tra di loro. Per due anni abbiamo organizzato un cineforum, vediamo dei film e poi c’è un incontro di restituzione con i ragazzi esterni. Quest’anno non ci proviamo neanche ad organizzarli, già sappiamo che non potrebbe più essere fatto”.

“La risposta negativa del Dap è arrivata molto tardi, tutta l’organizzazione era già stata fatta. Al massimo una settimana prima della data dell’incontro ci hanno informati che i ragazzi non potevano entrare. Doveva venire il giornalista Matteo Caccia di Radio 24 a parlare con i detenuti perché avevano fatto un lavoro di scrittura per il suo programma. Era tutto organizzato da tre-quattro mesi e doveva venire l’11 o il 18 marzo”, continua Scotta, “qualche giorno fa è arrivata la notizia che non è stato autorizzato”.

Il frutto di un lavoro tra istituzioni - “Siamo rimasti molto colpiti dal divieto di svolgere l’incontro di “Adotta uno scrittore” perché la scuola è un’istituzione. Non si tratta di un progetto ricreativo ma didattico, frutto di un lavoro tra istituzioni che lavorano insieme da tanti anni”, dice la dirigente scolastica dell’istituto “Soleri-Bertoni” Alessandra Tugnoli. “Quella che facciamo è un’attività nella quale l’interazione ha sempre avuto un valore molto forte sia per gli studenti detenuti, sia per gli studenti delle classi ordinarie; il confronto è sempre molto ricco, ha un forte valore educativo per gli uni e per gli altri”.

La sezione scolastica all’interno del carcere è presente da 15 anni, “sin dall’inizio facciamo attività integrate: non c’è mai stato un incidente di alcun tipo in tutti questi anni. L’elemento forte di “Adotta uno scrittore” era l’incontro congiunto, “siamo costretti a fare solamente gli incontri divisi”, prosegue Tugnoli. I ragazzi dei corsi ordinari rappresentano poi, ogni anno, la voce dei detenuti nell’incontro al Salone del Libro di Torino, “che quindi quest’anno non potrà portare quest’elemento di raccordo ma solo la parte dei ragazzi”.