di Laura Distefano
La Sicilia, 4 settembre 2026
Il carcere è un luogo dove la libertà diventa il sogno. L’obiettivo. Il traguardo anelato da ogni detenuto. La galera come il Purgatorio dantesco è il luogo dove si scontano le colpe (i reati commessi, ndr) per poter riacquistare il diritto a essere un uomo libero. Dovrebbe essere - per principio costituzionale - un percorso di educazione e di reinserimento sociale, ma la realtà è diversa. La prigione, tranne rare eccezioni, è semplicemente un inferno. Non solo per i reclusi, ma anche per la polizia penitenziaria non messa nelle condizioni di poter operare in sicurezza. Salvo Fleres, giornalista, saggista e politico, ha deciso di aprire un varco nel mondo blindato delle carceri. E ha deciso di farlo senza alcun filtro, denunciando e criticando aspramente le falle del sistema. “L’alfabeto delle carceri “spes contra spem”“ è il titolo del libro di Fleres, che diversi anni fa ha ricoperto l’incarico di garante dei detenuti di Catania. Un ruolo che lo ha portato a guardare da vicino la vita dei galeotti. Lo scrittore ha voluto che la prefazione e la postfazione fossero scritte da chi il carcere lo ha respirato e lo ha sentito sulla pelle. Totò Cuffaro (condannato per favoreggiamento) e Gianni Alemanno (condannato per traffico di influenze) sono le voci che aprono e chiudono un saggio coraggioso nella sua drammatica verità con dati, statistiche e storie.
Nelle carceri italiane ci sono detenuti che rinunciano al sogno della libertà e decidono di togliersi la vita. I suicidi dietro le sbarre sono solo la manifestazione di una malattia che è diventata incurabile. Incurabile non perché non esista la medicina o il vaccino, ma per la cecità di chi amministra il sistema penitenziario. Inerzia. Un’altra malattia, stavolta istituzionale. Fleres rompe il silenzio su quello che esiste superando i cancelli delle case circondariali. Lo stile è diretto e tagliente. Ma allo stesso tempo è delicato e fortemente umano. L’autore chiede al lettore di cambiare prospettiva e di guardare il carcere non dallo spioncino della serratura ma direttamente dall’interno. Ed è per questo che lo scrittore ha deciso di pubblicare un alfabeto (dalla A alla Z) che permetta di conoscere il linguaggio usato dai detenuti. Dallo slang del galeotto ai termini tecnico-giuridici da Tribunale. Un dizionario che contribuisce a rompere del tutto le grate della prigione per immergersi nel paludoso cosmo delle carceri.
Fra le pieghe del libro arrivano i freddi numeri della malagiustizia. Gli errori giudiziari e le ingiuste detenzioni che pesano nel bilancio pubblico. Un report, quello sviscerato da Salvo Fleres in questa pubblicazione, che serve a far comprendere che dietro le sbarre possono finirci anche gli innocenti e non solo i colpevoli. Il carcere non è solo affar loro, ma affare di tutti. Tutti, anche per errore, potremmo varcare le porte di una cella. Garantire un sistema carcerario dove regnano diritti e umanità è uno dei segnali dello stato di civiltà di un Paese. Considerando le numerose condanne inflitte all’Italia proprio per le condizioni in cui vive la popolazione carceraria è facile trarre le conclusioni su quale sia il livello di civiltà di questo Paese.









