di Laura Montanari
La Repubblica, 27 settembre 2019
Il senatore esce dal carcere di San Gimignano a piedi e va incontro a telecamere e microfoni: "Qualcuno è stato condannato ancor prima del processo - attacca Matteo Salvini - ci sono torturatori senza torturati, aggressori senza aggrediti, denunciati senza denuncianti, c'è qualcosa che non funziona". Applaudono da dietro una trentina di leghisti arrivati a Ranza, sul piazzale di asfalto con vista sui palazzoni color crema pieni di grate e di panni stesi.
"Gli uomini e le donne in divisa di polizia penitenziaria non meritano di esser trattati come delinquenti, assassini o torturatori" è la linea di Salvini che aggiunge: "Io, tra guardie e ladri scelgo sempre le guardie, ma certo se qualcuno sbaglia deve pagare". Ha appena incontrato gli agenti della polizia penitenziaria all'interno del carcere, fra loro ci sono anche alcuni dei 15 indagati per tortura (di cui 4 sospesi per 4 mesi dal servizio).
Salvini si schiera senza indugi dalla parte di quelli che sono accusati dall'inchiesta della procura di Siena per il pestaggio di un cittadino tunisino e per l'aggressione di un altro detenuto della sezione massima sicurezza e lancia la sfida: "Mostrate il video, se le presunte torture dipendono da un video fatelo vedere agli italiani. Perché qui ci sono 15 lavoratori accusati di tutti i mali del mondo, senza traccia di un processo, perché in quel video non è volato nemmeno uno schiaffo". Per il detenuto tunisino, nemmeno una parola.
L'inchiesta, partita un anno fa non è conclusa. "Spero che quei 15 ragazzi vengano prosciolti e i 4 sospesi dal servizio possano tornare al lavoro. Sospesi dal servizio vuol dire non pagare il mutuo, né le bollette... mi fa piacere la solidarietà che ho visto fra i colleghi".
Il capo della Lega promette di tornare in visita a questo carcere-isola in mezzo al niente, calato nel verde delle colline del vermentino e gli agriturismi. Un carcere in cui come spiegano quelli del sindacato Uspp le aggressioni agli agenti sono raddoppiate ("da 133 del 2018 a 266 fino al settembre 2019 e gli atti di autolesionismo sono passati da 36 a 61" dice Giuseppe Moretti). Salvini dice che più che il Garante dei detenuti dovrebbe esserci il garante degli agenti, poi se la prende col ministro della giustizia Bonafede: "Se il ministro della giustizia, almeno a parole, è più vicino ai detenuti che ai suoi lavoratori, che a volte vivono peggio dei detenuti, è un problema".
Invita la magistratura senese a fare presto "perché qui ci sono padri di famiglia che hanno addosso il cartello del torturatore", "che dimostrino le accuse, ma se non riusciranno a dimostrarle... non basteranno le scuse". Bravo, bravo gli gridano i leghisti, poco prima dall'interno del carcere si è sentito l'applauso delle guardie: "Vorrei che qualche benpensante di sinistra che sta condannando questi ragazzi passasse una giornata di lavoro qui dentro e si mettesse nei loro panni".










