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di Romano Francardelli

La Nazione, 7 febbraio 2026

“Il polo universitario accoglie oltre 100 detenuti ed è il secondo in Italia così come a scuola sono iscritti oltre 150”, spiega il responsabile di Ranza. La ‘Casa di Reclusione di San Gimignano’ nel tempo è passata dall’ex secolare San Domenico di via Santo Stefano a due passi da piazza Cisterna, al ‘nuovo’ Istituto di Ranza. Dal suo interno parla il direttore Giuseppe Renna persona disponibile al dialogo. Direttore Renna dove si comincia? “Innanzitutto avere una storia è importante perché ci indica una strada da seguire (e quale non seguire). Il ritorno a Ranza? E’ stato un gradito ritorno per il semplice fatto che mi permette di ricominciare un percorso iniziato nel 2019 e bruscamente interrotto nel 2023”.

Problemi e progetti? “Iniziamo dai problemi strutturali. Il progetto per allacciare l’istituto alla rete idrica ed al metano è di vitale importanza per l’istituto. E’ stato finanziato dal nostro Ministero, grazie alla fattiva e presente collaborazione con il comune di San Gimignano spero di poterlo portare a termine. Il problema principale che riguarda tutte le carceri italiane, specialmente quelle che ospitano i detenuti di alta sicurezza è l’aumento della sicurezza soprattutto in termini di permeabilità con l’esterno. Sono noti tentativi di introdurre telefoni cellulari droga ed altro attraverso droni o altri sistemi. Per il resto è costante il tentativo di ampliare l’offerta trattamentale con alcuni progetti dalla vocazione ‘agricola’. Abbiamo iniziato con le erbe officinali e con altri importanti iniziative”.

Ranza si sente solo? “Assolutamente no. Il comune e la società esterna è molto presente anche se è necessario rafforzare questi legami che sono vitali per far intraprendere al detenuto un serio percorso di riconciliazione con la società che non abbiamo mai dimentichiamo. E’ il fine che la nostra Costituzione che assegna all’istituzione carceraria”.

La cultura e lo studio? “Il polo universitario accoglie oltre 100 detenuti ed è il secondo in Italia così come a scuola sono iscritti oltre 150 detenuti. Tutte queste attività sono possibili solo grazie al lavoro dell’area educativa e di tutto il personale dell’area sicurezza. Ed i numerosi progetti sono realizzati grazie al costante lavoro dell’area contabile. Tutto questo per dire che a Ranza c’è un bel gruppo di operatori affiatati che rende possibile raggiungere importanti traguardi. Anche se la strada da percorrere è ancora tanta”.