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di Valentina Marotta

Corriere Fiorentino, 11 ottobre 2024

“Non c’è dubbio che il detenuto colpito con pugni, calci e schiacciato a terra per circa 40 secondi sia stato sottoposto ad inutili quanto acute sofferenze fisiche. Gli operatori professionali non avevano certo bisogno di ricorrere a tali eccessi per spostare un piccolo uomo che esce tranquillamente dalla sua cella, convinto di andare a fare la doccia. Ma hanno commesso i fatti in una situazione che è stata pacificamente riconosciuta come difficile” nel carcere di San Gimignano.

Al processo d’appello per il pestaggio di un detenuto al “Ranza” (avvenuto nell’ottobre 2018) il pg Ettore Squillace Greco ha chiesto condanne comprese tra 3 anni e 10 mesi e 4 anni, per 5 agenti della penitenziaria accusati di tortura falso e minaccia aggravata. In sostanza, ha sollecitato il riconoscimento delle attenuanti generiche e quindi una riduzione della sanzione rispetto al primo grado: nel marzo 2023 il Tribunale senese aveva inflitto pene tra 5 anni e 10 mesi fino a 6 anni e 6 mesi. “È stata un’operazione con finalità dimostrative e deterrenti - ha detto il pg. La persona offesa, trascinata per il corridoio tanto da perdere i pantaloni e, in mutande, ancora trascinata fino ad una cella, dove è stata di nuovo picchiata e lì lasciata mezzo nuda, ha subito trattamento inumano e degradante per la dignità della persona”.

L’azione si “è sviluppata in pochi minuti, a parte il lasso di tempo in cui il detenuto è rimasto in cella in mutande e senza coperte. Le lesioni causate sono limitate”. Da qui la richiesta di riduzione della pena. Prossima udienza 5 novembre.