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Gazzetta del Mezzogiorno, 28 agosto 2020


Questa la denuncia del legale di un detenuto con problemi psichiatrici. "Il mio assistito doveva essere scarcerato 10 giorni fa, il 17 agosto, e riportato in un centro di recupero del Gargano, avendo ottenuto la detenzione domiciliare per gravi problemi psichiatrici; invece è ancora detenuto nel carcere di Foggia e per questo mi sono rivolto anche alla Gazzetta, oltre a segnalare il caso al procuratore capo di Foggia, al presidente del Tribunale di sorveglianza di Bari, al magistrato di sorveglianza, al direttore della casa circondariale del capoluogo dauno".

A parlare è l'avvocato Ettore Censano, noto penalista di San Severo, difensore di Leonardo Cicilano, quarantenne che sconta una condanna per l'omicidio di un cognato ucciso a pistolettate nel giugno del 2008 (l'arresto avvenne qualche giorno dopo) nella città dell'alto Tavoliere.

"Fino al 9 giugno scorso Cicilano era detenuto a Lecce: quel giorno" racconta l'avv. Censano "ha ottenuto la detenzione domiciliare dal Tribunale di sorveglianza di Lecce che ha riscontrato le gravi patologie psichiatriche da cui è affetto, disponendo la detenzione domiciliare presso una "crap" (comunità riabilitativa assistenziale psichiatrica) del Gargano dove il mio assistito fu trasferito. Cicilano dopo qualche giorno si allontanò per raggiungere la casa di un parente e venne arrestato per evasione dai carabinieri, che peraltro diedero atto dello stato di confusione in cui si trovava il paziente".

In seguito all'arresto per evasione, "lo scorso 15 luglio il magistrato di sorveglianza del Tribunale di Foggia" prosegue l'avv. Censano "ha disposto la temporanea sospensione dei domiciliari. Sta di fatto che il provvedimento di sospensione della misura alternativa della detenzione domiciliare ha perso efficacia dopo un mese, il 17 agosto. Il che significa che quel giorno Cicilano doveva essere scarcerato da Foggia e ricondotto presso il "crap" del Gargano, previa esecuzione del tampone faringeo per il Covid come da disposizioni della Regione Puglia".

Invece "sono passati 10 giorni e Cicilano è ancora rinchiuso in carcere a Foggia. Mi sono recato in carcere per lamentare l'inaccettabile ritardo nell'esecuzione del tampone, e mi è stato detto che sarebbe stato eseguito nel giro di poche ore.

Il dato di fatto che voglio portare all'attenzione dell'opinione pubblica" conclude l'avv. Censano "è che Cicilano a oggi" (ieri per chi legge ndr) "è in carcere a causa di evidenti e non scusabili ritardi che hanno determinato il protrarsi della situazione detentiva di una persona che ha invece bisogno di cure specialistiche e di essere sottoposta a costante monitoraggio con somministrazione di medicinali idonei a compensare la sintomatologia psicotica e delirante".