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di Giovanna Loccatelli

La Stampa, 2 luglio 2025

Il provveditore Antonio Galati non ha notizie di accadimenti di rilievo a Sanremo. “Abbiamo paura” le nette parole di Lorenzo Vigo, medico in servizio nel carcere sanremese di Valle Armea. “Ieri intorno alle 13, 30 si sono presentati in infermeria 20 detenuti, la situazione era fuori controllo. Dovrebbero venire uno alla volta”. Vigo spiega che i detenuti hanno poi iniziato a dare in escandescenza: “Hanno inveito contro di noi. Uno di loro ha rotto una sedia e ci ha minacciato di morte”. Gli infermieri hanno dato l’allarme chiamando le forze dell’ordine esterne al carcere.

“Un clima di tensione”, rincara la dose Vigo, “che non è più sostenibile: si può lavorare in queste condizioni?”. Una domanda retorica che lascia l’amaro in bocca: “Siamo in pochi, un dottore per turno, ci sono tre turni. Nel pomeriggio tre infermieri separatamente vanno nei vari settori del carcere per le terapie di somministrazione”. Racconta che ci sono “pochi agenti rispetto al numero dei detenuti che sono circa 270”.

I detenuti si presentano in infermeria in venti semplicemente perché “non sono controllati da nessuno, arrivano senza essere chiamati, come se nulla fosse” chiarisce. Come è stato ristabilito l’ordine? “Sono arrivati trenta agenti di polizia penitenziaria che hanno calmato gli animi e portato via i detenuti” delucida il medico. Gli episodi del genere si ripetono ormai da anni: “Negli ultimi tre la situazione è degenerata e nessuno interviene”. Casi di emergenza si susseguono uno dopo l’altro, afferma: “Ieri una persona ha dato fuoco alla cella. È stato portato in pronto soccorso”. Anche le infermiere sono molto preoccupate, incalza: “Spesso vanno a casa piangendo”. Una denuncia chiara e netta: “Il carcere va resettato, è in balia dei detenuti”. E le persone che ci lavorano versano in una situazione di estrema insicurezza e angoscia: “Ora ci saranno, ad occhio, un poliziotto ogni dieci reclusi: non va bene” rincara la dose il medico. Mentre parla si sentono di sottofondo persone che urlano: “I detenuti vanno in giro, nessuno li controlla: le sembra normale?”. I principali problemi: sovraffollamento e pochi agenti penitenziari. Ma perché nessuno interviene? Contattato il provveditore regionale del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Mario Antonio Galati, la risposta è lapidaria e spiazzante: “Non ho notizie di accadimenti di rilievo a Sanremo”. Come è possibile?